Cronache di liberal

Nessuno può garantire  

il successo in guerra,

si può solo meritarlo

Winston Churchill



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 





 

 



 

 



 

 



 

 



 

 

 

 





 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 



 



 

 





















 

 

Il burian s’aggira per l’Europa

di Martha Nunziata [02 febbraio 2012]

Un'ondata di gelo eccezionale sta colpendo in questi giorni l'Italia e l'Europa, e durerà almeno 10 giorni. Le temperature sono da record per il nostro Paese, e scenderanno abbondantemente sotto lo zero, arrivando a toccare anche i -15 gradi al nord: saranno i giorni più freddi degli ultimi 27 anni. La colpa è di una massa d'aria gelida siberiana che si sta abbattendo nel Mediterraneo e che alimenterà un'area di bassa pressione foriera di precipitazioni a carattere nevoso su varie regioni. Il protagonista principale delle cronache meteorologiche di queste ore ha un nome musicale ed evocativo al tempo stesso: si chiama burian, un vento raro e freddo, che spira dal profondo Est dell'Europa, proveniente dalla steppa e che rimanda, etimologicamente, alla parola buriana, sinonimo, appunto, di vento gelido, di tramontana. È lui, il burian, il responsabile del crollo verticale delle temperature di mezza Europa, quella continentale, e di tutta Italia: il picco si raggiungerà, secondo le previsioni, nel fine settimana. È un fenomeno estremo, al quale noi mediterranei non siamo abituati: avviene soprattutto in quegli inverni in cui si manifesta uno scenario particolare, che i meteorologi europei definiscono "ponte di Weikoff", dal nome dello scienziato russo Aleksandar Ivanovic Weikoff, che lo studiò per la  prima volta. Si origina solo quando l'alta pressione delle Azzorre si sposta verso nordest, in direzione della Scandinavia, per congiungersi con le propaggini più occidentali dell'anticiclone termico russo, che dagli Urali si affaccia verso la Russia europea e il mar Baltico. Questa singolare "unione"genera un grande ponte anticiclonico, con asse orientato da sudovest a nord-est, che dal vicino Atlantico si estende fino alla Russia europea e ai bassopiani siberiani (cioè oltre gli Urali), favorendo il richiamo e l'aspirazione delle masse d'aria molto gelide preesistenti sopra le lande ghiacciate siberiane.

In Italia, non è stata smentita la tradizione dei "giorni della merla": le prossime 48 ore rischiano di paralizzare tutto il centro-nord, per la neve ed il ghiaccio. Stavolta le Alpi non hanno fatto da muro. Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un nuovo allerta meteo valido per le prossime 24 e 36 ore: i metereologi hanno annunciato nevicate, anche in pianura, su Piemonte, Lombardia e Liguria, ma poi il fenomeno si dovrebbero estendere su Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria, ma la situazione si sta facendo decisamente preoccupante anche per il Lazio, Roma inclusa. Ma venti forti e pioggia flagelleranno anche il Sud, con nevicate in Campania, Basilicata Calabria e Sardegna fino a quote 600- 800 metri. La neve ed il freddo quindi avvolgeranno un po' tutta l'Italia, e da Nord a Sud le regioni e i comuni si stanno attrezzando per affrontare l'emergenza delle nevicate, del gelo e soprattutto del ghiaccio sulle strade. Sono stati mobilitati mezzi spartineve e spargisale, oltre a squadre di spalatori per fronteggiare i probabili disagi alla circolazione. Anche Autostrade per l'Italia si prepara al peggio, con piani anti-neve e duemila mezzi pronti a intervenire per evitare il blocco della circolazione sulla rete autostradale. Finora comunque la circolazione stradale e quella ferroviaria non hanno subito importanti interruzioni, fatta eccezione per la riduzione di alcuni treni regionali e per il divieto al transito su alcuni tratti autostradali imposto ai mezzi di stazza superiore alle 7,5 tonnellate a pieno carico. In alcuni Comuni della Liguria e della Emilia le scuole sono rimaste chiuse. «Chiuso per freddo» anche un reparto dell'ospedale Molinette, a Torino, dove sono state ridotte alcune attività.

Ma la situazione potrebbe peggiorare e i disagi aumentare, ed è per questo che sono state prese importanti misure di precauzione anche per i senza tetto, aumentando il servizio di accoglienza notturna, i ricoveri, aggiungendo posti letto per chi non possiede un tetto sulla testa. È soprattutto nelle grandi città, come Milano, Firenze e Roma, che alcune stazioni ferroviarie resteranno aperte anche di notte per consentire ai senza fissa dimora di ripararsi dal freddo. Le associazioni ambientaliste chiedono anche aiuto per gli animali: «Aiutiamoli a sopravvivere al freddo: gli animali che rischiano di morire in questo gelido inverno potrebbero essere veramente tanti, gli uccelli - passeri, merli, fringuelli, pettirossi, cinciallegre - ma anche gli ospiti dei canili, o gli animali esotici degli zoo e del Bioparco di Roma», abituati a vivere a temperature elevate. L'allarme gelo è stato lanciato anche dalla Coldiretti: secondo l'organizzazione sono particolarmente a rischio le coltivazioni invernali di verdure e di ortaggi in campo aperto e anche le piante di olivo e alcune fruttifere. Anche il calcio risente dei disagi che il freddo polare sta causando in tutta Italia: rinviate per neve, dopo Parma-Juve di martedì, anche Siena-Catania e Bologna-Fiorentina. La situazione più preoccupante, ovviamente, è in Europa dell'est: in Carelia, nel nord-ovest della Russia il termometro ha toccato i -37 gradi, ma le temperature sono precipitate in tutto il paese: ieri -23 a Minsk e -22 a San Pietroburgo.

Negli ultimi giorni, infatti, almeno sessanta persone sono morte a causa del freddo in Polonia, Romania e Bulgaria; trenta le vittime nella sola Kiev in Ucraina, dove la colonnina di mercurio è scesa sotto i -30 gradi centigradi e 20mila persone sono state portate nei centri di soccorso e circa 500 persone sono state ricoverate per congelamento e ipotermia. Le previsioni meteo non sono buone; proprio per questo molti paesi hanno deciso di dispiegare l'esercito per portare soccorso alle persone in difficoltà. In Ucraina circa 24mila persone hanno cercato rifugio in oltre 1.590 posti di soccorso; molti di loro presentavano principi di congelamento e di ipotermia.In Serbia si sono registrate, invece, tre vittime e due dispersi. Mentre in Turchia, a Istanbul, sono stati cancellati 200 voli per le abbondanti nevicate che hanno bloccato lo scalo internazionale.Ma anche nel deserto del Sahara, in Algeria e un'ondata di freddo si è registrato in tutta l'aria del Medioriente, la penisola Arabica e i paesi dell'Asia occidentale. Questo inverno è destinato ad entrare nella storia del nostro paese come quello del 1956, il "grande freddo". O più recentemente, ma con temperature meno gelide, la straordinaria nevicata del 1985.  

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