MONTI: ''IL POSTO FISSO È MONOTONO E L'ART. 18 PUÒ ESSERE PERICOLOSO''
[02 febbraio 2012]
L'obiettivo di una discesa dello spread "non è ancora raggiunto,
deve scendere ancora e scenderà", ma "la tendenza è decrescente,
siamo scesi di 200 punti rispetto a novembre". Si dice fiducioso il
premier Mario Monti al Tg5 sulle prospettive economiche
dell'Italia, mentre a proposito della sua esperienza politica alla
guida dell'esecutivo ribadisce: "Non so nel marzo 2013, o quando
sarà, che ricordo avrò - spiega -. Ma so che sarà una parentesi
chiusa e che il ricordo sarà positivo se l'Italia sarà in una
posizione migliore rispetto a oggi. Penso che ce la faremo".
Tocca poi il tema del lavoro, sostenendo che "l'articolo 18 non
è un tabù. Può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e il
futuro dei giovani in un certo contesto, ma può essere abbastanza
accettabile in un altro contesto". Mario Monti sottolinea la
necessità di procedere "a una modifica del sistema di flessibilità
in entrata e in uscita". Per Monti è essenziale una "riforma degli
ammortizzatori che tuteli il singolo lavoratore quando deve
cambiare lavoro, senza legare la tutela del lavoratore a un posto
di lavoro che diventa obsoleto". La finalità principale della
riforma del mercato del lavoro, per Monti, "è quella di ridurre il
terribile apartheid che esiste tra chi per caso o per età è già
dentro e chi fa fatica ad entrare. Bisogna ridurre questo
divario".
''Trovo che l'appoggio di Berlusconi sia naturalmente
fondamentale per il governo ed è particolarmente significativo
visto che viene dall'ex presidente del Consiglio''. Un appoggio,
evidenzia, che ''dà anche intenzionalmente il senso della
continuità''. ''Trovo che i malumori siano normali in quella parte
politica che non è più al Governo'', osserva Monti, rispondendo poi
a una domanda sui malesseri, manifestati da una parte del Pdl per
l'appoggio al Governo.
D'altra parte, precisa, ''non mi aspetto appoggio se faremo cose
sbagliate''. ''Dare l'appoggio- dice - è un servizio all'Italia per
cui sono grato".
Passa poi a toccare il tema delle privatizzazioni, definendole
''una possibilità", ma ''non una priorità del Governo'' anche
perché, dice, in passato non sono state fatte nel modo migliore.
''Prima dobbiamo dare prova che sappiamo fare e accettiamo una
politica di vero contenimento del disavanzo''.
Infine parla dell'ultimo accordo stretto a livello europeo con
cui, dice, "la crescita non sarà più un omaggio verbale, ma
diventerà il cuore della politica europea dei prossimi mesi".
"L'accordo è importante perché consolida e cristallizza, e rende
definitiva, l'adesione alla disciplina di bilancio. Un bene per
tutti quanti in Europa perché nel 2003 furono Germania e Francia a
mettere in discussione quella disciplina", ha detto il premier.
Monti ha sottolineato che per l'Italia "non ci sono appesantimenti
rispetto a quanto accettato l'anno scorso con l'obbligo di
rientro". Per il premier, soprattutto, "l'accordo permetterà ai
titolari della disciplina, la Germania o la Bce, di sentirsi più
rilassati nella politica monetaria dei prossimi mesi".
Anche la "armoniosa discussione" tra i partiti che sostengono il
Governo, aggiunge Monti questa volta a Matrix, serve per
"rassicurare" i mercati e portare una discesa dello spread.
L'obiettivo del governo, al 2013, è "un'Italia sostanzialmente
tranquilla economicamente e avviata verso la crescita". Altra
priorità è avere "un sistema politico più dialogante, che
riacquisti maggiore fiducia da parte dei cittadini".
"Se gli italiani sperano, ma io so che non lo sperano, di veder
prevalere le resistenze corporative - aggiunge Monti a Matrix
parlando di liberalizzazioni - devono sapere che i tassi non
scenderanno ma ripartiranno e la situazione del Paese si
deteriorerà e andremo a sbattere. Allora sarebbe meglio che
studiassimo il greco, non quello antico, ma quello moderno".
Liberalizzazioni che, precisa, non hanno interessato solo gli
interessi deboli. Quello dell'Eni "non è un interesse debole, ma il
governo si è imposto".
"Ma io sono sicuro che prevarrà la maturità delle forze
politiche e degli italiani", ha detto il premier. Quello dell'Eni
"non è un interesse debole, ma il governo si è imposto". "L'Italia
fino ad oggi non ha avuto un sentimento di "interesse generale",
per questo "lo sforzo del Governo e dei ministri è quello di
spiegare agli italiani che se tutti rinunciano a qualcosa staremo
tutti meglio, e questo con una prospettiva lunga nel tempo".
Alcuni argomenti come la bioetica, la legge elettorale, la
riforma dei regolamenti parlamentari, conclude Monti rispondendo a
una domanda sulla questione della cittadinanza, non sono "parte
della missione di governo". Il premier ha aggiunto: "Io ho opinioni
personali, ma non le considero parti della missione di governo. La
cittadinanza, la bioetica, la legge elettorale, i regolamenti
parlamentari, sono questioni che devono essere sciolte e dipanate
dalle forze politiche". Monti ha concluso: "Se, per soddisfare le
coscienze dei membri del governo, entrassimo nell'agone del
dibattito renderemmo più difficile l'appoggio di larga parte del
Parlamento ai nostri sforzi".
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