PRIMARIE USA, ROMNEY STRAVINCE IN FLORIDA CON 14 PUNTI DI DISTACCO DA GINGRICH
[01 febbraio 2012]
Mitt Romney stravince le primarie repubblicane della Florida con
il 46,4 per cento dei voti e piu' di 14 punti di distacco da Newt
Gingrich. L'ex speaker della Camera ha ricevuto solo il 31,9 per
cento dei voti, Rick Santorum il 13,4 per cento e Ron Paul il
sette, come dimostrano i risultati definitivi dello scrutinio.
E dopo la decisa e decisiva vittoria, Romney è gia' tutto
proiettato nel duello con Barack Obama. "Per essere leader bisogna
assumersi responsabilita', non cercare scuse: Mr President, lei era
stato eletto per guidare, ma ha scelto di non farlo, ora e'
arrivato il momento che si faccia da parte". Gingrich comunque non
molla e afferma che votare per Romney e' come votare per Obama.
L'ex governatore del Massachussets, che nel 2008 vide
infrangersi proprio nel sunshine state i suoi sogni presidenziali,
vede nel successo di questa notte l'occasione per ottenere lo
slancio necessario per chiudere la partita delle primarie, contando
anche sul fatto di essere favorito in Nevada, dove si vota sabato
prossimo. Per questo, dopo gli ultimi giorni di campagna elettorale
segnati da attacchi durissimi al limite dell'offensivo tra lui e
Gingrich, ha voluto usare toni molto piu' coincilianti e unitari,
replicando a chi afferma che i repubblicani usciranno da queste
primarei, "divisi e deboli".
"Primarie competitive non ci dividono, ci preparano, ci
ritroveremo a Tampa tra 7 mesi per la nostra convention e noi
saremo un partito unito con un ticket vincente", ha detto Romney e
il riferimento a Tampa non e' casuale. Nel discorso con cui
Gingrich, da Orlando, ha riconosciuto la sconfitta, senza
congratularsi con l'avversario, di fronte ad una folla di
sostenitori che brandivano cartelli con la scritta "mancano ancora
46 stati", l'ex Speaker della Camera ha affermato che "il potere
del popolo" battera "il potere del denaro" anche a costo di una
battaglia lunga sei mesi, vale a dire fino alla convention di
agosto.
"Noi ci batteremo in ogni posto e alla fine vinceremo e
arriveremo a Tampa come candidati", ha detto Gingrich che in
effetti, nonostante l'exploit finanziario dell'ultimo mese in cui
ha raccolto 5 milioni di dollari, deve fare i conti con il rischio
di trovarsi con i conti in rosso.
La sua campagna al momento dispone di 2,1 milioni di dollari, ma
ha 1,2 milioni di debiti e quindi la possibilita' di rimanere in
corsa di Gingrich sembra destinata a dipendere dalla generosita' di
Sheldon Adelson, il re dei casino' di Las Vegas che continua a
versare milioni ai gruppi indipendenti che sostengono lo Speaker.
L'obiettivo di Gingrich, comunque, e' quello di resistere fino a
quando si arrivera' a marzo a votare negli stati del sud, a
cominciare dalla sua Georgia, dove il suo messaggio
ultraconservatore e anti-establishment avra' piu' presa.
Da Gingrich, quindi, non sono arrivate parole di
riconciliazione, anzi ha alzato il tiro contro Romney che si
atteggia gia' a candidato presidenziale, affermando che votare per
lui e' come votare per un secondo mandato di Obama. "Non mi ero
accorto di quanto fosse vero fino a quando ieri George Soros, il
famoso miliardario di ultra sinistra, ha rilasciato un'intervista
in Europa, dicendo che non 'c'e' grande differenza tra Romney e
Obama, vanno entrambi bene per noi, ma Gingrich no, lui sarebbe una
vera vergogna".
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