Cronache di liberal

Nessuno può garantire  

il successo in guerra,

si può solo meritarlo

Winston Churchill



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 





 

 



 

 



 

 



 

 



 

 

 

 





 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 



 



 

 





















 

 

I tir (e i taxi) provano a bloccare l’Italia

di Francesco Lo Dico [21 gennaio 2012]

ROMA. Traffico in tilt in Campania, Puglia e Lombardia, due caselli sbarrati nel Lazio a congestionare l'A1. È partito ieri il primo dei cinque giorni di protesta degli autotrasportatori, che nel giro di poche ore hanno già paralizzato il Paese con oltre sessante presidi sparsi su tutto il territorio. Sull'onda della rivolta partita in Sicilia, i camionisti di tutta Italia hanno paralizzato la circolazione per protestare contro il rincaro del gasolio, l'aumento dei pedaggi autostradali e dell'Irpef. E a Roma si è registrato un nuovo ammutinamento dei tassisti che in sciopero dalle 8 alle 22 si sono radunati al Circo Massimo. Ma la protesta delle auto bianche è divampata in tutta la Penisola nel tentativo di ammorbidire il governo sulle liberalizzazioni. La rivolta dei tir ha avuto conseguenze particolarmente nefaste lungo le autostrade, dove i camion hanno accostato sui lati della carreggiate costringendo le autovetture a lunghi spostamenti in fila indiana. «Da questa notte», ha spiegato il segretario generale del trasporto unito Fiap, Maurizio Longo, «c'è un'azione per rappresentare il nostro disagio sul territorio. C'è stata una risposta superiore a quella che ci aspettavamo, siamo il settore economico più indebitato del nostro Paese». Ma alla dure polemiche sollevate dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia («Via i blocchi, situazione intollerabile »), Longo ha replicato che la protesta va avanti fino a venerdì perché «noi lavoriamo per risolvere i problemi dei nostri imprenditori, auspichiamo interesse da parte del governo». Che per bocca del ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, ha fatto sapere di seguire "con molta attenzione" le proteste degli autotrasportatori, «perché nulla esclude che questi malesseri possano sfociare in manifestazioni di tipo diverso». Grossi disagi sulla A1, dove sono stati chiusi i caselli di Frosinone e Anagni, e rallentamenti anche all'altezza di Ceprano, Cassino e San Vittore, ma una cinquantina di tir e un centinaio di persone hanno messo in ginocchio anche il napoletano, con situazioni abbastanza critiche a Nola, Palma Campania e lungo la Statale 7bis. Nel corso della giornata si sono formati sull'A30 Caserta- Salerno due chilometri di coda in direzione sud alla barriera di Mercato San Severino e sull'A1 alla barriera di Napoli Nord verso Roma. Pesanti ingorghi anche in Puglia, con le auto a passo d'uomo lungo la tangenziale di Bari, unica via di colegamento tra il nord e il sud della regione. Bloccati anche i caselli autostradali dell'A14 nella zona sud delle Marche, a San Benedetto del Tronto, Porto Sant'Elpidio, Civitanova Marche e Ancona Sud. Una quarantina di mezzi pesanti, hanno invece rallentato la circolazione neu pressi del casello di Città Sant'Angelo-Pescara. E da Val di Sangro a Chieti, i camion hanno resa problematica la tratta con i mezzi fermi per circa dieci chilometri. Più di duecento tir in Calabria hanno chiuso le uscite dell'A3 per Rosarno e Gioia Tauro, bloccando anche il passaggio per il porto. Brutte notizie anche dal crotonese, dove alcune decine di autotreni si sono piazzati sulla statale jonica 106. Maglia nera del Nord è invece il Piemonte, dove è stato chiuso il casello di Asti est sulla A21 e l'ingresso in autostrada sulla Torino- Milano. Disagi anche sulla tangenziale della Mole per la presenza di manifestanti assembrati sulla carreggiata. Congestioni anche in Liguria, nel presso del casello autostradale di Genova- Bolzaneto. Si avvia lentamente verso la normalità la circolazione in Sicilia dopo la settimana dei forconi, con i carichi di carburante che sono tornati a rifornire le pompe di benzina, e la fronda più agguerrita del movimento in viaggio verso Roma. Ma Reggio Calabria e Villa San Giovanni restano quasi off limits. Gli scopi della protesta sono stati illustrati dal coordinatore di Trasporto Unito ( il sindacato dei Tir), Antonio Mollica: «Non chiediamo soldi ma regole precise», Su tutte il riconoscimento di una indennità di sicurezza pari a 1,50 euro al chilometro, il pagamento a 30 giorni (mentre oggi si arriva anche a 180), un aumento degli sgravi sul gasolio, la diminuzione del costo delle assicurazioni e la riduzione dei costi autostradali. Ma la battaglia degli autotrasporatori è di esito incerto. Il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, ha deciso ieri multe pecuniarie fino a 10mila euro e l'eventuale sequestro del mezzo per gli autotrasportatori che impediranno il transito dei veicoli. E l'Autorità di Garanzia sugli scioperi valuta la possibilità di aprire un procedimento con eventuali sanzioni alle organizzazioni responsabili del fermo. Di minore impatto, ma frequentatissima, la protesta dei tassisti. Da Torino, a Milano, a Bologna scioperi e assemblee fino alle 22, caroselli e clacson a Parma. A Roma le auto bianche strappano un incontro con i capigruppo del Pdl per le 13 e 30 di oggi. (Capi) Bastone tra le ruote?   

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