Autotrasporto: prosegue sciopero in Sicilia
[19 gennaio 2012]
Prosegue lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia. A causa
del blocco dei 'padroncini' ai caselli autostradali, ma anche lungo
le arterie delle statali, iniziano a scarseggiare le scorte di
viveri nei supermercati e la benzina. Anche questa mattina lunghe
code ai distributori di benzina con automobilisti inferociti. Gli
autotrasportatori hanno annunciato che la protesta proseguirà
almeno fino a venerdì, 20 gennaio.
Lo sciopero è stato proclamato dal movimento 'Forza d'urto',
sigla che raccoglie i camionisti aderenti all'Associazione imprese
autotrasportatori siciliani, dagli agricoltori, riuniti sotto la
sigla 'Movimento dei forconi' e dai pescatori che da lunedì scorso
bloccano strade, ferrovie, porti per protestare contro l'aumento
del prezzo dei carburanti.
A Catania tir che trasportano beni di prima necessità come
benzina, medicinali, derrate alimentari e attrezzature per scuole,
ospedali e carceri sono stati scortati dalla polizia. Il servizio è
stato coordinato dalla prefettura, in cui è operativa un'unità di
crisi.
Nel ragusano la protesta sta creando particolari problemi a
Modica dove si è concentrata la maggior parte dei manifestanti che,
nella zona del polo commerciale, hanno reso difficile la
circolazione. Molti negozi chiusi in segno di solidarietà alla
protesta, quasi tutti chiusi i distributori di carburante. Nei
supermercati della provincia cominciano a mancare le scorte di
latticini, ortofrutta, acqua minerale. Sono oltre trecento i camion
fermi ai bordi delle strade.
Il blocco dei tir non sta invece provocando caos nel territorio
di Agrigento, ''dove gli unici disagi interessano i molti
automobilisti in coda presso i pochi distributori di benzina che
non hanno ancora esaurito le scorte - afferma il sindaco Marco
Zambuto - Lo svolgimento della protesta è sotto controllo e
costantemente monitorato dagli organi di sicurezza che hanno
mobilitato tutti gli uomini per assicurare l'adeguata assistenza
alla cittadinanza''.
Sul blocco è intervenuto oggi anche il presidente della
provincia regionale di Palermo, Giovanni Avanti. ''Non si possono
ignorare le ragioni di una protesta contro una situazione che può
compromettere l'attività di un comparto essenziale quale quello dei
trasporti - dice Avanti - Il rincaro delle tariffe autostradali e
ancor di più quello del gasolio incide pesantemente su più versanti
della nostra economia quali l'agricoltura e la pesca già duramente
provati dalla crisi economica. Per questo motivo convocherò per
martedì 24 gennaio la conferenza permanente dei sindaci della
provincia di Palermo per analizzare i temi della vertenza e stilare
un documento politico a sostegno di una protesta che deve tuttavia
rientrare nella legalità per il rispetto della vita sociale delle
nostre città''.
Intanto, in un documento indirizzato al presidente del Consiglio
Mario Monti e al presidente della Regione siciliana Raffaele
Lombardo, i vertici regionali di Confartigianato, Confagricoltura,
Confederazione italiana Agricoltori, CNA Sicilia, Casartigiani,
Confapi Sicilia, Confcommercio, LegaCoop, Confesercenti Sicilia,
Confcooperative, UniCoop scrivono che ''i drammatici fatti di
queste ore evidenziano la gravità della crisi economica in Sicilia
e la totale assenza, fino ad oggi, di provvedimenti incisivi da
parte del governi nazionale e regionale: ciò ha portato alla
esplosione di proteste esasperate, con forme di lotta che stanno
causando ulteriori danni all'economia e ai cittadini siciliani. Le
ragioni delle imprese - avvertono - rischiano di essere
strumentalizzate dalla peggiore politica e di sfociare in un
ribellismo inconcludente aperto anche alle infiltrazioni della
criminalità, organizzata e non''.
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