Siria rifiuta il piano Lega Araba
[23 gennaio 2012]
La Siria ha respinto l'iniziativa di pace della Lega Araba che
chiedeva al presidente Bashar al-Assad di dimettersi a favore di un
governo di unità nazionale ad interim. La decisione di Damasco è
stata annunciata dalla televisione di Stato, che ha citato una
fonte anonima del governo secondo cui la risoluzione araba compie
una ''interferenza flagrante'' negli affari interni della
Siria.
''La Siria respinge la decisione (della Lega Araba, ndr) e la
considera come un attacco alla sua sovranità e unità'', ha detto la
fonte ufficiale del governo Assad, che ha chiesto alla Lega Araba
di smetterla di ''finanziare e armare i terroristi''.
La proposta della Lega araba, formulata domenica dai 22 ministri
riuniti al Cairo, prevede il trasferimento dei poteri dal
presidente Bashar al-Assad al suo vice, la formazione di un governo
di unità nazionale nell'arco di due mesi ed elezioni per la
creazione di un'Assemblea costituente che scriva la nuova
Costituzione da sottoporre poi a referendum. A guidare le pressioni
diplomatiche il premier qatariota Sheikh Hamad bin Jassim Al Thani
che ha spiegato come il piano previsto per la Siria è simile a
quello applicato di recente in Yemen. La Lega Araba ha quindi
esteso di un altro mese il mandato della sua missione di
osservatori in Siria.
Le Nazioni Unite stimano che da metà marzo siano oltre 5,400 le
persone che sono state uccise durante gli scontri tra esercito e
manifestanti che chiedono le dimissioni del regime di Assad.
Il no di Damasco è definito ''molto deludente'' dal ministro
degli Esteri italiano Giulio Terzi. "La situazione è molto
preoccupante - ha detto il titolare della Farnesina al suo arrivo a
Bruxelles per la riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue - Il
caso dovrebbe essere discusso ed esaminato dal Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite".
L'Unione Europea, intanto, ha dato il via libera ad una nuova
tornata di sanzioni, l'undicesima, contro la Siria. A essere
interessati dalle nuove misure restrittive, con il congelamento dei
beni ed il bando sui visti, sono 22 personalità legate al regime di
Damasco ed otto società "che sostengono finanziariamente il
regime". Con oggi, dunque, sale a 38 il numero delle società
colpite dal congelamento dei beni ed a 108 il numero di personalità
colpite.
Il ''messaggio è chiaro: la repressione deve finire
immediatamente", ha detto l'Alto rappresentante per la politica
estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton.
"Continueremo a fare tutto quello che possiamo per aiutare il
popolo siriano a ottenere i loro legittimi diritti politici".
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