Cronache di liberal

Nessuno può garantire  

il successo in guerra,

si può solo meritarlo

Winston Churchill



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 





 

 



 

 



 

 



 

 



 

 

 

 





 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 



 



 

 





















 

 

Siria rifiuta il piano Lega Araba

[23 gennaio 2012]

La Siria ha respinto l'iniziativa di pace della Lega Araba che chiedeva al presidente Bashar al-Assad di dimettersi a favore di un governo di unità nazionale ad interim. La decisione di Damasco è stata annunciata dalla televisione di Stato, che ha citato una fonte anonima del governo secondo cui la risoluzione araba compie una ''interferenza flagrante'' negli affari interni della Siria.

''La Siria respinge la decisione (della Lega Araba, ndr) e la considera come un attacco alla sua sovranità e unità'', ha detto la fonte ufficiale del governo Assad, che ha chiesto alla Lega Araba di smetterla di ''finanziare e armare i terroristi''.

La proposta della Lega araba, formulata domenica dai 22 ministri riuniti al Cairo, prevede il trasferimento dei poteri dal presidente Bashar al-Assad al suo vice, la formazione di un governo di unità nazionale nell'arco di due mesi ed elezioni per la creazione di un'Assemblea costituente che scriva la nuova Costituzione da sottoporre poi a referendum. A guidare le pressioni diplomatiche il premier qatariota Sheikh Hamad bin Jassim Al Thani che ha spiegato come il piano previsto per la Siria è simile a quello applicato di recente in Yemen. La Lega Araba ha quindi esteso di un altro mese il mandato della sua missione di osservatori in Siria.

Le Nazioni Unite stimano che da metà marzo siano oltre 5,400 le persone che sono state uccise durante gli scontri tra esercito e manifestanti che chiedono le dimissioni del regime di Assad.

Il no di Damasco è definito ''molto deludente'' dal ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi. "La situazione è molto preoccupante - ha detto il titolare della Farnesina al suo arrivo a Bruxelles per la riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue - Il caso dovrebbe essere discusso ed esaminato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

L'Unione Europea, intanto, ha dato il via libera ad una nuova tornata di sanzioni, l'undicesima, contro la Siria. A essere interessati dalle nuove misure restrittive, con il congelamento dei beni ed il bando sui visti, sono 22 personalità legate al regime di Damasco ed otto società "che sostengono finanziariamente il regime". Con oggi, dunque, sale a 38 il numero delle società colpite dal congelamento dei beni ed a 108 il numero di personalità colpite.

Il ''messaggio è chiaro: la repressione deve finire immediatamente", ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. "Continueremo a fare tutto quello che possiamo per aiutare il popolo siriano a ottenere i loro legittimi diritti politici".

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