Iran: la parola 'dollaro' al bando negli sms
[10 gennaio 2012]
Messaggio non inviato". E' quanto avrebbero letto sui loro
cellulari diversi utenti iraniani che hanno tentato in queste ore
di inviare un sms con all'interno la parola 'dollaro' scritta sia
in inglese che in farsi. Il blocco, scrivono alcuni media di
opposizione iraniani, sarebbe stato imposto dalle autorità per
fermare la 'fame' di dollari degli iraniani, che nelle ultime
settimane stanno cercando di cedere rial.
Negli ultimi tre mesi, infatti, la valuta iraniana ha perso
oltre il 30% del suo valore rispetto alla valuta statunitense. Il
blocco alla trasmissione degli sms riguarderebbe anche la parola
'cambiavalute'. Due operatori di telefonia mobile iraniani, Mci e
Irancell, contattati dall'agenzia d'informazione 'Isna', hanno
tuttavia smentito che i contenuti dei messaggi vengano filtrati. Il
presunto blocco alla parola 'dollaro' non sarebbe il solo
provvedimento adottato dalle autorità per fermare la corsa alla
banconota Usa. Dalla settimana scorsa, denuncia l'opposizione, è
inaccessibile il sito web 'Mesghal.ir', che informa sul cambio tra
il rial e le valute straniere.
Dopo le nuove sanzioni imposte a fine anno da Washington contro
la Banca Centrale di Teheran a causa del controverso programma
nucleare degli ayatollah, il rial è crollato nei confronti del
dollaro. Il picco si è registrato il 2 gennaio quando per
acquistare un dollaro sul mercato libero servivano 17.800 rial,
mentre oggi il tasso di cambio è leggermente sceso, assestandosi a
17.230 rial. Il cambio al mercato libero è comunque sensibilmente
più alto rispetto a quello ufficiale stabilito dalla Banca
Centrale. Teheran ha smentito che la perdita di valore del rial sia
legato direttamente alle sanzioni imposte dall'Occidente.
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maggio-giugno 2012
QUADERNI DI GEOSTRATEGIA
numero 23 anno XIII


