Il web: una droga come l’alcol e la droga
[13 gennaio 2012]
Internet può essere una droga. Lo sanno bene i maniaci del web,
che accumulano ore incollati a pc e smartphone, tra siti, chat e
social network e non sanno staccarsi da giochi online, scommesse,
blog e speed-date. Ora si scopre che i dipendenti dal web
presentano alterazioni cerebrali simili a quelle degli 'schiavi' di
droga o alcool. Un gruppo di ricercatori cinesi ha infatti
scansionato il cervello di 17 giovani 'web addicted', scoprendo
l'alterazione. Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato la
scoperta su 'Plos One', questo studio potrebbe portare a nuovi
trattamenti per contrastare le dipendenze. Il team, diretto da Hao
Lei dell'Accademia cinese delle scienze di Wuhan, ha 'mappato' il
cervello di 35 giovani di entrambi i sessi, tra i 14 e i 21 anni.
Diciassette sono stati classificati come affetti da Iad, Internet
addiction disorder.
Dopodiché, grazie a una speciale risonanza magnetica, gli
studiosi hanno rilevato alcuni cambiamenti nella materia bianca del
cervello (la parte che contiene le fibre nervose) solo nei ragazzi
considerati webdipendenti. C'erano, in particolare, segni di
un'interruzione nelle connessioni delle fibre nervose che collegano
aree cerebrali coinvolte in emozioni, processo decisionale e
autocontrollo. "Nel complesso - spiega Hao Lei - i nostri risultati
indicano che l'Internetdipendenza e' legata ad anomalie della
sostanza bianca nelle regioni del cervello che coinvolgono la
nascita e l'elaborazione delle emozioni, l'attenzione, il processo
decisionale e il controllo cognitivo". I risultati suggeriscono
inoltre che questa modernissima forma di dipendenza puo'
condividere meccanismi psicologici e neurali con altri tipi di
dipendenza da sostanze e con i disturbi del controllo degli
impulsi.
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maggio-giugno 2012
QUADERNI DI GEOSTRATEGIA
numero 23 anno XIII


