Cronache di liberal

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Nessuno può garantire  

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Winston Churchill



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 





 

 



 

 



 

 



 

 



 

 

 

 





 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 



 



 

 





















 

 

La Merkel sempre più all’angolo

di Giancristiano Desiderio [19 gennaio 2012]

Indro Montanelli diceva che nessuno meglio dei tedeschi è in grado di fondare nazioni. Oggi, però, quella che il grande giornalista indicava come una virtù, può diventare un difetto della "ortodossia tedesca". La "voce dal sen fuggita" al presidente Nicolas Sarkozy, e raccolta dal settimanale satirico Le Canard Enchaine, dice che "il problema è la governante europea. Paghiamo cara l'ortodossia tedesca". Quanto sia sfuggita inconsapevolmente e quanto invece il presidente francese sapeva che orecchie indiscrete lo stavano ascoltando non è molto importante. Ciò che conta oggi è che intorno a Berlino si sta stringendo il cerchio. La cancelliera Merkel merita tutto il nostro rispetto, ma anche lei che governa lo Stato più grande d'Europa deve ormai rendersi conto che c'è uno Stato ancor più grande dello Stato più grande d'Europa ed è la comunità europea verso cui proprio la Germania ha doveri importanti. «Da mesi - avrebbe detto ancora Sarkozy - non smetto di ripetere che la Bce deve avere un ruolo maggiore e non può giocare a nascondino. È questo il cuore del problema».Verrebbe da dire che l'ora delle decisioni irrevocabili sta arrivando. L'Italia in questi ultimi mesi ha fatto sacrifici e passi in avanti consistenti. Il governo Monti, con la fiducia del Parlamento e della gran maggioranza degli italiani, si è presentato sia ai singoli Stati europei, in primis Germania e Francia, poi all'intera comunità europea e ha mostrato le carte in regola dei conti pubblici. Il premier britannico, David Cameron, ha riconosciuto pubblicamente la forza dell'esecutivo italiano dicendo che "il premier italiano è un leader forte".Tradotto in acqua potabile significa che Mario Monti ha cose da dire in Europa e ha l'autorevolezza giusta per essere ascoltato. È tempo che la Germania e Angela Merkel, dopo aver parlato e indirizzato, ora ascoltino gli altri Stati membri che sul campo hanno maturato il diritto all'ascolto. Certo, Monti con stile ha detto «a Berlino non chiedo nulla, il problema è migliorare la governance dell'eurozona». Anche lo stile conta, e noi italiani lo sappiamo molto bene. Tuttavia, ora è il momento di risolvere problemi concreti che non possono essere caricati sulle spalle di singoli Stati (e popoli) e necessitano del miglioramento della "governante dell'eurozona". La Germania ne deve prendere atto. Sarkozy ha ribadito il suo"pensiero rubato"dal settimanale satirico con una dichiarazione ufficiale durante il summit di crisi all'Eliseo: "L'attuale situazione economica in Francia come in Europa è molto pericolosa. C'è urgenza. E'dall'estate 2011 che subiamo una nuova onda di shock della crisi iniziata nel 2008". In effetti, ciò che disorienta della crisi è non solo la forza d'impatto sui conti pubblici e le banche e quindi sulle aziende e le famiglie, ma anche la sua durata che è ormai pari a un lustro. Un tempo molto lungo per prendere coscienza dei fatti e per reagire in modo non estemporaneo ma caratterizzante.Tra le misure forse non rinviabili c'è la Tobin Tax che proprio Sarkozy ha definito "moralmente giusta ed economicamente indispensabile. Voglio dire la mia determinazione totale ad agire sulla tassa sulle transazioni finanziarie. Il numero dei Paesi favorevoli aumenta, abbiamo già convinto Germania e Spagna". Il premier britannico con Monti ha parlato di "un'agenda di lungo termine per la crescita". Il problema della crescita era al principio della crisi ed è alla sua fine: rimessi i conti a posto e messa la finanza in modo da non nuocere, è ora giunto nuovamente il momento di crescere insieme in Europa. Berlino non può dire sempre no.  

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