Una proposta alternativa (ma senza la fiducia)
di Pier Ferdinando Casini
[07 luglio 2011]
La tassa sui depositi sui titoli è una vera e propria imposta
patrimoniale regressiva che colpisce e penalizza in particolare i
piccoli risparmiatori. Noi non siamo il partito del No, ci rendiamo
conto della situazione economica e facciamo dunque una proposta
alternativa: se proprio bisogna introdurla, lo si faccia in misura
proporzionale al valore dei titoli del portafoglio escludendo dal
calcolo i Bot e i Cct e introducendo una soglia di esenzione per i
piccoli risparmiatori. Siamo anche preoccupati per quei due milioni
di risparmiatori italiani che hanno investito piccoli importi in
azioni delle grandi aziende pubbliche iniziando da Eni ed Enel e
che al momento della vendita realizzeranno la perdita. Non è
comunque con queste azioni che si rilancia lo sviluppo e temiamo
che non si tengano neanche i conti in ordine, infatti la previsione
di incasso di otto miliardi da questa imposta, ci sembra molto
sovrastimata in quanto è evidente che a questo punto i
risparmiatori cercheranno strumenti di investimento alternativi.
Speriamo che in Parlamento sulla manovra finanziaria possa davvero
realizzarsi quel confronto aperto e positivo auspicato anche ieri
dal Presidente della Repubblica, è necessario introdurre elementi
di crescita e sviluppo e non si può farlo se non raggiungendo
elementi di forte condivisione fra le forze politiche. Questa è una
manovra che incide pesantemente sui destini del paese e sarebbe
poco responsabile blindarla a colpi di fiducia.
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maggio-giugno 2012
QUADERNI DI GEOSTRATEGIA
numero 23 anno XIII


