Cronache di liberal

Nessuno può garantire  

il successo in guerra,

si può solo meritarlo

Winston Churchill



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 





 

 



 

 



 

 



 

 



 

 

 

 





 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 

 



 

 



 

 



 

 



 



 



 



 

 





















 

 

Così ci sarebbe piaciuto che Bersani avesse risposto a Berlusconi

di Liberal [02 febbraio 2011]

Gentile presidente del Consiglio, è evidente a tutti, anche ai bambini superiori ai cinque anni, che la lettera pubblicata a sua firma dal Corriere della Sera, è solo un tardivo e assai poco credibile tentativo di uscire dal vergognoso angolo in cui lei si è cacciato con il "caso Ruby". E mi permetta di osservare come ella dimostri uno spiccato senso del cinismo (con la enne non con la vu) usando, a tal fine strumentalmente, il tema della crescita economica dell'Italia, tema che finora non ha minimamente voluto affrontare. In ogni caso, visto che l'esigenza di un "grande piano per lo sviluppo" è davvero urgente per il nostro Paese, prendo sul serio la sua proposta facendo volutamente finta di non vedere che si tratta solo di una tardiva e disperata mossa tattica. In fondo, non è mai troppo tardi…. Le ricordo innanzitutto che lei non ha, nelle Camere, una maggioranza in grado di governare alcuna grande riforma, tanto meno di carattere costituzionale. Dunque lei, per non urlare al vento, ha bisogno dell'opposizione. Ma ella non può pretendere di coinvolgerci solo "a chiacchiere". Di fronte a scelte così importanti, la parola dialogo è del tutto insufficiente. Noi potremmo (e aggiungo dovremmo) partecipare responsabilmente a ogni progetto utile al futuro del Paese solo se effettivamente coinvolti, fin dall'inizio e fino in fondo, nelle scelte da compiere e nella loro gestione operativa. Il che vuol dire una sola cosa: un nuovo governo di responsabilità nazionale. Dunque, se lei davvero volesse operare per il bene della nostra Italia e aprire una fase proficua di cooperazione tra maggioranza e opposizione, dovrebbe andare al Quirinale, dimettersi, e indicare al presidente Napolitano e a tutte le forze politiche riformiste, la via di una inedita stagione di collaborazione. Con il che, come lei capisce, torniamo al punto di partenza: a ciò che lei ha rifiutato testardamente di accettare fino all'esplosione dell'indecente "caso Ruby". Ha lei oggi la forza di accettare ciò che fino a ieri ha negato? Lo dimostri. Avvertendola che, in ogni caso, per ragioni di decoro internazionale e nazionale del Paese, ma anche per il fatto che le svolte politiche richiedono mutamenti simbolici (non ci sono nel governo degli Stati "uomini per tutte le stagioni") non è lei ora la persona più affidabile per presiedere un esecutivo di così grande impegno. In conclusione: dimostri lei di credere davvero a ciò che ha scritto: e faccia un passo indietro.  

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