Così ci sarebbe piaciuto che Bersani avesse risposto a Berlusconi
di Liberal
[02 febbraio 2011]
Gentile presidente del Consiglio, è evidente a tutti, anche ai
bambini superiori ai cinque anni, che la lettera pubblicata a sua
firma dal Corriere della Sera, è solo un tardivo e assai
poco credibile tentativo di uscire dal vergognoso angolo in cui lei
si è cacciato con il "caso Ruby". E mi permetta di osservare come
ella dimostri uno spiccato senso del cinismo (con la enne non con
la vu) usando, a tal fine strumentalmente, il tema della crescita
economica dell'Italia, tema che finora non ha minimamente voluto
affrontare. In ogni caso, visto che l'esigenza di un "grande piano
per lo sviluppo" è davvero urgente per il nostro Paese, prendo sul
serio la sua proposta facendo volutamente finta di non vedere che
si tratta solo di una tardiva e disperata mossa tattica. In fondo,
non è mai troppo tardi…. Le ricordo innanzitutto che lei
non ha, nelle Camere, una maggioranza in grado di governare alcuna
grande riforma, tanto meno di carattere costituzionale. Dunque lei,
per non urlare al vento, ha bisogno dell'opposizione. Ma ella non
può pretendere di coinvolgerci solo "a chiacchiere". Di fronte a
scelte così importanti, la parola dialogo è del tutto
insufficiente. Noi potremmo (e aggiungo dovremmo) partecipare
responsabilmente a ogni progetto utile al futuro del Paese solo se
effettivamente coinvolti, fin dall'inizio e fino in fondo, nelle
scelte da compiere e nella loro gestione operativa. Il che vuol
dire una sola cosa: un nuovo governo di responsabilità nazionale.
Dunque, se lei davvero volesse operare per il bene della nostra
Italia e aprire una fase proficua di cooperazione tra maggioranza e
opposizione, dovrebbe andare al Quirinale, dimettersi, e indicare
al presidente Napolitano e a tutte le forze politiche riformiste,
la via di una inedita stagione di collaborazione. Con il che, come
lei capisce, torniamo al punto di partenza: a ciò che lei ha
rifiutato testardamente di accettare fino all'esplosione
dell'indecente "caso Ruby". Ha lei oggi la forza di accettare ciò
che fino a ieri ha negato? Lo dimostri. Avvertendola che,
in ogni caso, per ragioni di decoro internazionale e nazionale del
Paese, ma anche per il fatto che le svolte politiche richiedono
mutamenti simbolici (non ci sono nel governo degli Stati "uomini
per tutte le stagioni") non è lei ora la persona più affidabile per
presiedere un esecutivo di così grande impegno. In conclusione:
dimostri lei di credere davvero a ciò che ha scritto: e faccia un
passo indietro.
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