Obama sempre più solo
di Massimo Ciullo
[18 agosto 2010]
La querelle sulla moschea a Ground Zero rischia di
assestare un colpo mortale alla popolarità, già in forte calo, del
presidente statunitense Barack Obama. L'inquilino della Casa Bianca
si è ritrovato tra l'incudine della difesa della libertà religiosa,
diritto fondamentale sancito dalla Costituzione Usa, ed il martello
delle critiche dell'opposizione repubblicana che sta cavalcando
l'ondata di sdegno popolare che ha contagiato ampi settori della
società americana. Qualcuno grida allo scandalo e si indigna per la
mancanza di sensibilità verso i parenti delle vittime degli
attentati. A ritenere inopportuna la costruzione non sono soli i
membri della destra reazionaria,ma anche intellettuali liberal e lo
stesso governatore democratico dello Stato di New York, David
Paterson. Come se non bastasse, infatti, anche all'interno dei
democratici - il partito di Obama - le voci di dissenso iniziano a
diventare sempre più numerose ed autorevoli. Lunedì, una netta
posizione contraria al centro islamico è stata espressa anche dal
senatore Harry Reid, leader al Senato dei democratici. Secondo il
senatore del Nevada, più alto esponente dell'amministrazione Obama
ad essersi finora espresso sulla vicenda, l'edificio religioso non
dovrebbe essere costruiti nelle vicinanze del sito degli attacchi
terroristici alle Twin Towers. Andando in controtendenza rispetto a
quello che lo stesso Barack Obama aveva affermato. Il presidente,
venerdì, si era detto favorevole alla costruzione della moschea, in
virtù della libertà di culto negli Usa. Reid ha dichiarato, in una
nota, che il Primo emendamento della Costituzione tutela la libertà
di religione ma, pur nel rispetto della legge, l'edificio dovrebbe
essere costruito altrove. «Come ha affermato il presidente, venerdì
notte, egli rispetta gli Americani di ogni tendenza politica che
sulla questione hanno un'opinione differente» ha replicato il
portavoce della Casa Bianca, Bill Burton, commentando la posizione
di Reid. «Questa è una dimostrazione della forza del nostro Paese e
del Partito democratico», ha aggiunto Burton, cercando di far
rientrare la polemica nell'alveo della normale dialettica politica.
In realtà, il confronto sulla moschea a Ground Zero sta infiammando
la campagna elettorale di metà mandato, con Reid, considerato un
big dei democrat, alle prese con Sharron Angle, una
combattiva outsider repubblicana. Il portavoce della
candidata conservatrice ha spiegato che la posizione della Angle è
molto chiara e netta: i musulmani hanno il diritto di costruire
ovunque i loro luoghi di culto, ma il placet di Obama alla moschea
a Ground Zero «non tiene conto dei sentimenti del popolo americano»
più incline a tutelare il ricordo delle vittime degli attentati
terroristici di matrice islamica che all'ossequio, a tutti i costi,
della libertà religiosa. Venerdì scorso, partecipando al pranzo
annuale alla Casa Bianca che celebra l'inizio del mese sacro
islamico del Ramadan, Obama aveva cercato di spiegare i motivi del
suo consenso alla costruzione della moschea: «come cittadino, e
come presidente, credo che i musulmani abbiano lo stesso diritto di
praticare la loro religione come qualsiasi altra persona in questo
Paese». «Ciò comprende anche il diritto di costruire un luogo di
culto e un centro comunitario su una proprietà privata a Manhattan,
in conformità alle leggi e alle ordinanze locali», aveva ribadito
il presidente. Sulla stessa lunghezza d'onda di Obama, il sindaco
di New York, Michael Bloomberg, indipendente che ha abbandonato il
partito repubblicano nel 2007. Anche le gerarchie cattoliche
statunitensi sono favorevoli alla costruzione della moschea. Il
cardinale Sean O'Malley, frate cappuccino e arcivescovo di Boston,
ha confermato il sostegno della Chiesa cattolica alla costruzione
del luogo di culto islamico. «Una moschea vicino al sito
dell'attacco può essere un simbolo molto importante del valore che
diamo alla libertà religiosa in questo Paese» ha affermato
l'arcivescovo.
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