Cronache di liberal

Spesso, fra i ricchi,

la generosità è solamente

una forma di timidezza

Friedrich Nietzsche

Prandelli lancia la nuova frontiera

di Gabriella Mecucci [02 luglio 2010]

Meno bello di Cabrini, meno talentuoso di Paolo Rossi, meno sicuro di sé di Bettega, eppure è lui a essere arrivato in vetta. Di quello squadrone juventino che vinse tre scudetti, una coppa Uefa e la Chiampions, è toccato a Cesare Pranedelli, il difensore coriaceo e poco levigato, fare la carriera più prestigiosa: da ieri è lui il nuovo ct della Nazionale. Ne raccatta una a "pezzettini", che esce dal Mondiale sudafricano ridicolizzata nientemeno che dalla Nuova Zelanda e dalla Slovacchia. Lui, il vecchio Cesare, educato e abile, ha fatto una conferenza stampa dove non ha detto niente, ma ha lasciato intuire tutto. Mentre i cronisti gli proponevano le solite domande su Totti, Cassano e Balotelli, ha scelto l'arte di parlar bene di tutti senza rassicurare nessuno, e di dare buoni consigli anche a chi non glieli ha chiesti.

Totti sarà della partita? «Lo stimo molto, ma adesso non sto pensando a lui». Sembra una bocciatura per il pupone, ma è talmente soft che si può tornare indietro in ogni momento. E Cassano? «Non intendo fare i nomi. Le convocazioni saranno fatte su basi meritocratiche ». Una velata critica a Lippi? Può darsi, visto che in tanti ormai sostengono che la bocciatura del genietto di Bari vecchia sia dovuto più a fatti personali che squisitamente professionali. E Balotelli? «Non lo conosco e non posso dare giudizi. Posso solo dire che i ragazzi giovani hanno sempre paura di crescere e il consiglio che gli posso dare è di vivere in modo sereno questa professione privilegiata». Così criptico e così prudente da sembrare un diplomatico dell'epoca di Cavour. Gli oriundi? «Se hanno la cittadinanza italiana e giocano benissimo non vedo perché non possano essere convocati». Ma va'? Roba da non crederci: una catalanata così non la direbbe nemmeno il ministro Alfano. Al peggio però non c'è mai fine e, pur di non fare alcuna affermazione compromettente, Prandelli il prudente, si è buttato a parlar bene di Buffon, augurandosi che torni presto a fare il portierone della Nazionale. In Italia non c'è nessuno, da Napolitano al tifoso della porta accanto, che non se lo auguri. Insomma, una conferenza stampa che ha galleggiato sul nulla. Le scarnissime notizie le ha fornite Abete. La sua presenza è di per sé una news, vuol dire che (malaguratamente) non si dimetterà. Il Presidente ha aggiunto che, accanto a Prandelli, ci saranno l'allenatore in seconda Pin, il collaboratore tecnico Casellato e il preparatore dei portieri Di Palma. La cronaca dell'incontro di ieri finisce qui e tutti i ct sparsi nei bar d'Italia dovranno aspettare le convocazioni agostane per saperne qualcosa di più. Cesarone intanto si è presentato con quell'aria da brava persona che non vuol prevaricare nessuno. Mica è un maledetto toscanaccio come Lippi, polemico stile Montanelli e un po' arrogante tipo Malaparte. Questo Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore non ha né il fascino del canuto ma belloccio Marcello, né il suo pedigree da allenatore: non ha vinto infatti nulla mentre l'altro è un pluridecorato. Ma i tifosi della Fiorentina lo avrebbero voluto con loro per sempre, lo avrebbero fatto re, imperatore e anche papa. Se come coach Prandelli risulta molto al di sotto, come giocatore però sopravanza Lippi di parecchie spanne. Ha mietuto allori che Marcello non ha saputo nemmeno sognare. Cesare poi lo conoscono e lo apprezzano tutti per quella sua storia dolorosissima di famiglia: la moglie quarantacinquenne che muore di cancro, e lui che quando arrivano le metastasi non si attarda ad allenare, lascia la Roma e torna al paesello natio, dove lei vuole passare l'ultimo pezzo della sua vita. Non ci pensa un secondo a mollare tutto per starle vicino. Segue personalmente il calvario degli ospedali, delle terapie che sembrano dare buoni risultati, ma che poi non hanno più effetto. Sta vicino ai due figli e vive in silenzio il dolore della perdita di Manuela. E allora, ancora non sapremo se il nuovo commissario schiererà Balotelli e Cassano, ma già sappiamo che è un uomo caldo, forte, responsabile. Una persona che sa amare e che sa dare il meglio di sé quando la sofferenza rende la vita quasi impossibile. Un signore educato e prudente che sa scendere dalla giostra miliardaria in nome di sua moglie e della sua famiglia. Sarà un ct di successo? Questo lo vedremo. Ma è un uomo a tutto tondo. Non è poco.  

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