Prandelli lancia la nuova frontiera
di Gabriella Mecucci
[02 luglio 2010]
Meno bello di Cabrini, meno talentuoso di Paolo Rossi, meno
sicuro di sé di Bettega, eppure è lui a essere arrivato in vetta.
Di quello squadrone juventino che vinse tre scudetti, una coppa
Uefa e la Chiampions, è toccato a Cesare Pranedelli, il difensore
coriaceo e poco levigato, fare la carriera più prestigiosa: da ieri
è lui il nuovo ct della Nazionale. Ne raccatta una a "pezzettini",
che esce dal Mondiale sudafricano ridicolizzata nientemeno che
dalla Nuova Zelanda e dalla Slovacchia. Lui, il vecchio Cesare,
educato e abile, ha fatto una conferenza stampa dove non ha detto
niente, ma ha lasciato intuire tutto. Mentre i cronisti gli
proponevano le solite domande su Totti, Cassano e Balotelli, ha
scelto l'arte di parlar bene di tutti senza rassicurare nessuno, e
di dare buoni consigli anche a chi non glieli ha chiesti.
Totti sarà della partita? «Lo stimo molto, ma adesso
non sto pensando a lui». Sembra una bocciatura per il pupone, ma è
talmente soft che si può tornare indietro in ogni momento. E
Cassano? «Non intendo fare i nomi. Le convocazioni saranno fatte su
basi meritocratiche ». Una velata critica a Lippi? Può darsi, visto
che in tanti ormai sostengono che la bocciatura del genietto di
Bari vecchia sia dovuto più a fatti personali che squisitamente
professionali. E Balotelli? «Non lo conosco e non posso dare
giudizi. Posso solo dire che i ragazzi giovani hanno sempre paura
di crescere e il consiglio che gli posso dare è di vivere in modo
sereno questa professione privilegiata». Così criptico e così
prudente da sembrare un diplomatico dell'epoca di Cavour. Gli
oriundi? «Se hanno la cittadinanza italiana e giocano benissimo non
vedo perché non possano essere convocati». Ma va'? Roba da non
crederci: una catalanata così non la direbbe nemmeno il ministro
Alfano. Al peggio però non c'è mai fine e, pur di non fare alcuna
affermazione compromettente, Prandelli il prudente, si è buttato a
parlar bene di Buffon, augurandosi che torni presto a fare il
portierone della Nazionale. In Italia non c'è nessuno, da
Napolitano al tifoso della porta accanto, che non se lo auguri.
Insomma, una conferenza stampa che ha galleggiato sul nulla. Le
scarnissime notizie le ha fornite Abete. La sua presenza è di per
sé una news, vuol dire che (malaguratamente) non si
dimetterà. Il Presidente ha aggiunto che, accanto a Prandelli, ci
saranno l'allenatore in seconda Pin, il collaboratore tecnico
Casellato e il preparatore dei portieri Di Palma. La cronaca
dell'incontro di ieri finisce qui e tutti i ct sparsi nei bar
d'Italia dovranno aspettare le convocazioni agostane per saperne
qualcosa di più. Cesarone intanto si è presentato con quell'aria da
brava persona che non vuol prevaricare nessuno. Mica è un maledetto
toscanaccio come Lippi, polemico stile Montanelli e un po'
arrogante tipo Malaparte. Questo Quinto Fabio Massimo il
Temporeggiatore non ha né il fascino del canuto ma belloccio
Marcello, né il suo pedigree da allenatore: non ha vinto infatti
nulla mentre l'altro è un pluridecorato. Ma i tifosi della
Fiorentina lo avrebbero voluto con loro per sempre, lo avrebbero
fatto re, imperatore e anche papa. Se come coach Prandelli risulta
molto al di sotto, come giocatore però sopravanza Lippi di
parecchie spanne. Ha mietuto allori che Marcello non ha saputo
nemmeno sognare. Cesare poi lo conoscono e lo apprezzano tutti per
quella sua storia dolorosissima di famiglia: la moglie
quarantacinquenne che muore di cancro, e lui che quando arrivano le
metastasi non si attarda ad allenare, lascia la Roma e torna al
paesello natio, dove lei vuole passare l'ultimo pezzo della sua
vita. Non ci pensa un secondo a mollare tutto per starle vicino.
Segue personalmente il calvario degli ospedali, delle terapie che
sembrano dare buoni risultati, ma che poi non hanno più effetto.
Sta vicino ai due figli e vive in silenzio il dolore della perdita
di Manuela. E allora, ancora non sapremo se il nuovo commissario
schiererà Balotelli e Cassano, ma già sappiamo che è un uomo caldo,
forte, responsabile. Una persona che sa amare e che sa dare il
meglio di sé quando la sofferenza rende la vita quasi impossibile.
Un signore educato e prudente che sa scendere dalla giostra
miliardaria in nome di sua moglie e della sua famiglia. Sarà un ct
di successo? Questo lo vedremo. Ma è un uomo a tutto tondo. Non è
poco.
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