Cronache di liberal

Tra impunità e lirismo, andiamo verso il declino

di Enzo Carra [29 luglio 2010]

Facciamo due conti. Se si votasse in autunno potremmo assistere a un duello tra il cavaliere e Nichi Vendola.Va bene, è un'ipotesi alquanto remota. In autunno, si obietta, in Italia non si è mai votato. Giusto, ma c'è sempre una prima volta. Ed è pur sempre possibile che la vicenda berlusconiana invece di volgere al termine, come stanno ripetendo oggi anche certi suoi ex accaniti sostenitori, dia nuovi segni di vita e che il Cavaliere si ripresenti all'elettorato per celebrare il ventennale della discesa in campo. Altrettanto possibile che il Pd si arrenda all'Obama bianco, il governatore di Puglia. La sua sarà anche una candidatura «fuori contesto», come dice Bersani, ma c'è. E, per la verità ha una sua logica. O meglio, ha un cuore di sinistra che scalda altri cuori di sinistra. Alla «prosa cinica» di D'Alema, come la definisce Vendola, molti preferiscono la sua poesia, magari «cattiva» secondo il suo Massimo detrattore. E però, poesia che di questi tempi è merce rara, e pregiata. Inoltre Vendola è partito in anticipo, mentre gli altri potenziali candidati si controllano, ostacolandosi e il partito insiste in discussioni che potrebbero protrarsi per anni e anni senza portare a nulla, qual è ad esempio la sua collocazione internazionale. C'è quindi in campo l'ipotesi estrema dello scontro tra Pierino, interpretato dall'Obama del Tavoliere, e il Lupo con l'inossidabile sorriso di Silvio Ber- lusconi. Un esito come questo prescinde ovviamente dal nostro gradimento. Succedesse, sarà per dinamiche e per ragioni che ci sfuggono.

Possiamo comunque spiegare perché una soluzione come questa ci farebbe constatare che la crisi italiana sta per cambiare in tragedia. Avremmo infatti da un lato la sinistra guidata da Vendola, poetica e un po' veltroniana, liquida e carica di citazioni. Una sinistra che potrebbe addirittura virare in un ticket "fasciocomunista", composto da Nichi e da Fini, ad imitazione di Canale Mussolini, il romanzo vincitore dello Strega, ma anche per dare una soddisfazione al buon Pansa che ne ha scritto da par suo ieri, sul giornale degli Angelucci. L'ossimoro in realtà è stato già varato dalla fondazione finiana Farefuturo, per un nuovo discorso "alla società", come liricamente evocato proprio dai collaboratori del presidente della Camera. Dall'altra parte troveremmo un Cavaliere non sappiamo dire se in affanno, o preoccupato. O, semplicemente, costretto nella continua difesa dei suoi uomini, che stancherebbe chiunque, specialmente una persona che ha trascorso i tre lustri precedenti a difendere se stesso. E ora che gli va a capitare? Ora che potrebbe rilassarsi un po' e pensare senza tante distrazioni alla sorte di noi italiani, che cosa gli capita? Deve correre da una stanza all'altra dei suoi Palazzi per ascoltare le ricostruzioni dei suoi principali collaboratori su inchieste che ormai riguardano soltanto loro. Insomma, se oggi Silvio Berlusconi arriva al punto di passare molto del suo tempo a difendere addirittura un magistrato come Caliendo, e poi Verdini e Dell'Utri, ma la contabilità è in salita, la situazione è davvero assai grave. Piuttosto di portare buone notizie all'Italia, non può che intristirci ulteriormente. Questo non ci va più di sopportarlo. Si chiedeva ieri, con evidente angoscia, Bondi: «C'è ancora la possibilità di uscire dal pantano in cui siamo immersi?». Sì che c'è, caro Bondi. E tu sai bene come. Basta fare a meno della poesia e della difesa a uomo.   

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