Cronache di liberal

Cresce la popolazione in Italia

[07 giugno 2010]

 

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Il commissario europeo alla Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza Viviane Reding, dopo l'incontro bilaterale con il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, ha ribadito che la nuova legge sull'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego "deve entrare in vigore ed essere applicata entro il 2012". E' quanto ha riferito il portavoce Matthew Newman al termine dell'incontro con il ministro italiano: "Noi insistiamo perché ci sia un breve periodo di transazione" rispetto all'entrata in vigore dell'età pensionabile per le donne del pubblico impiego. La commissaria dice che "l'Italia ha difficoltà ma deve ottemperare alla decisione presa dalla Corte di Giustizia in proposito. Il cambiamento della legislazione può essere combinato con le misure di consolidamento del bilancio". La commissaria ha quindi sottolineato e ribadito che "tutti gli stati membri devono essere trattati in modo uguale", quindi l'Italia deve adeguarsi alle pari opportunità per quanto riguarda l'età pensionabile.

Al suo arrivo al Consiglio Ue Affari sociali a Lussemburgo Sacconi aveva detto che non sembrava esserci "molto margine di manovra" e che ''il Consiglio dei ministri valuterà la posizione della Commissione europea''. L'esecutivo comunitario, aveva aggiunto Sacconi, "anzi minaccia la necessità di rimborsare i lavoratori di sesso maschile perché costretti a un più lungo periodo di lavoro rispetto alle donne e maggiore attesa di pensione rispetto alle donne". Sul monito Ue intervengono i sindacati. ''La Commissione europea, se vuole assolvere positivamente al suo compito di governo della Ue, deve comprendere le ragioni dell'Italia sulla graduale equiparazione dell'età di pensionamento delle donne nel Pubblico Impiego - afferma in una nota il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - Ogni rigidità è in contraddizione non solo con l'atteggiamento precedente della Commissione ma anche con la specificità del mercato del lavoro italiano''. La Uil, sottolinea ancora, ''invita il governo a continuare a rappresentare queste ragioni ai commissari e confida in una soluzione che non penalizzi ulteriormente le donne che lavorano nella pubblica amministrazione''.

Mentre secondo Sandro Gozi, capogruppo del Pd nella commissione Politiche dell'Unione europea, ''sbaglia il ministro Sacconi a ridurre la contestazione della Ue alla questione della gradualità dell'età pensionabile per uomini e donne. L'Europa ci contesta un regime di discriminazione formale a danno degli uomini e reale a danno delle donne e ci chiede, giustamente, di affrontare il problema''.

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