"Continuate così e il Pd farà a meno di voi"
di Francesco Capozza
[25 giugno 2010]
«Se vi illudevate di dettare l'agenda del Pd adottando la regola
del "più uno", spostando sempre più in là l'asticella, vi siete
sbagliati. L'agenda, oggi e in futuro, il Pd la sceglie da solo ».
Con queste durissime parole Antonello Soro, già capogruppo del
Partito democratico alla Camera, è intervenuto ieri a Montecitorio
contro l'Idv, nell'ambito del dibattito sul decreto legge
riguardante le fondazioni liriche. Onorevole Soro, cosa
l'ha spinta a scontrarsi cosi duramente contro l'Italia dei Valori
, che per di più è un vostro alleato? È accaduto che
sistematicamente, per tutte la notte precedente a ieri, l'Idv abbia
accusato il Partito democratico di essere prono rispetto alle
esigenze del governo, di essere la stampella e tante altre cose che
abbiamo sentito dire, sulle quali, per carità di patria e anche per
rispetto delle prospettive che, qualche volta, ancora ci illudiamo
possano essere possibili, abbiamo pensato di non replicare. Nel
dibattito parlamentare ci sono momenti in cui è necessario mettere
a fuoco le proprie posizioni e a me, come a tutto il gruppo
parlamentare del Pd, è sembrato doveroso mettere in chiaro
all'Italia dei Valori che non accettiamo accuse o critiche su come
intendiamo portare avanti il nostro lavoro come opposizione.
Qualche malevola lingua ha ipotizzato che quegli attacchi
contro di voi siano stati rivolti dall'Idv per spostare in un certo
senso l'attenzione dai recenti "problemi" con la magistratura del
suo leader, Antonio Di Pietro. Guardi, noi non abbiamo
assecondato l'interpretazione, che pure girava, che l'Italia dei
Valori avesse sviluppato questa grande opposizione ostruzionistica
e quegli attacchi contro di noi per coprire altre questioni, che
erano e sono all'ordine del giorno per quel partito e per
l'onorevole Di Pietro, rispetto alle quali noi non abbiamo voluto
assolutamente dare giudizi. Ritiene una vittoria per il Pd
l'aver convinto il governo a rinunciare al voto di fiducia e l'aver
fatto passare diversi dei vostri emendamenti? Ieri c'erano
due possibilità: convertire un decreto-legge che a noi non piaceva
attraverso l'ennesimo voto di fiducia, o intervenire in un processo
emendativo e ridurre il danno, per fare un decreto migliore di
quello approvato del Senato. L'Idv ha scelto la strada di
un'opposizione frontale finalizzata soltanto a favorire la
decisione da parte del governo di porre la fiducia. È evidente che
questa strada noi non l'abbiamo condivisa e non la condividiamo.
Lei poi mi chiede se ritengo un successo per il Pd l'aver convinto
il governo a rinunciare alla fiducia: certamente sì, ma più che
altro la ritengo una vittoria per la democrazia parlamentare.
Cosa intende onorevole? Questo governo, nonostante
possa contare su una maggioranza di circa cento parlamentari tra
Camera e Senato, ha più volte dimostrato che senza il ricorso al
voto di fiducia non è in grado di far passare nulla. Che
cosa vi ha chiesto in cambio il governo? Non c'è stato
alcun baratto, come ho sentito dire da alcuni. Il governo ha solo
fatto presente, legittimamente, che i tempi sono brevi e che
essendo necessaria una terza lettura al Senato, lo sono ancora di
più. Noi abbiamo compreso quest'esigenza e ci siamo dimostrati
disponibili a collaborare. Credo che sia stato uno dei pochi
momenti "alti" di questa legislatura. E secondo lei il
governo è stato così accondiscendente in vista di dibattiti ben più
duri quali saranno quelli sulla manovra e sul ddl
intercettazioni? Le ripeto: non c'è stato nessun baratto,
anzi, le posso assicurare che fino all'ultimo il governo era deciso
a porre la questione di fiducia. Noi, che rispetto all'Idv abbiamo
scelto la linea del dialogo e del dibattito parlamentare, siamo
riusciti a far capire che il processo emendativo poteva migliorare
il decreto legge e, soprattutto, migliorare la situazione di molti
lavoratori del settore teatrale e lirico. Secondo lei l'Idv
non aveva a cuore i lavoratori del settore lirico? Non ho
detto questo, ma l'Italia dei valori ha privilegiato la propaganda,
noi il merito, rispetto al quale pensiamo che non si sarebbe fatto
l'interesse né dei lavoratori, e ancora meno della cultura italiana
e delle istituzioni culturali italiane, se avessimo convertito con
un voto di fiducia questo testo così com'era stato approvato dal
Senato. Gli attacchi nei vostri confronti da parte dell'Idv
hanno fatto dire a qualcuno che la vostra alleanza è arrivata al
capolinea. È cosi? Ci sono momenti in cui è necessario
riflettere sul metodo di lavoro parlamentare. Noi ieri l'abbiamo
fatto, evidenziando che ci sono momenti, come quello di ieri, in
cui ci sentiamo molto distanti dalle posizioni dell'Idv. Questo non
vuol dire che il futuro sia pregiudicato.Voglio ricordare che anche
in passato ci siamo più volte distanziati dalle posizioni di Di
Pietro come pure molte altre volte abbiamo lavorato insieme con una
linea d'opposizione comune.
Torna su ^