Si prepara un Mondiale più grigio che verde
di Diana Izzo
[02 marzo 2010]
L'Africa del Sud sta tentando di "rendere più verde" il
Campionato mondiale di calcio 2010 attraverso una serie di
iniziative locali nella speranza di equilibrare le enormi emissioni
di gas a effetto serra che verranno emessi nell'arco della
competizione sportiva.
Ventilazioni naturali, recupero dell'acqua piovana, economie di
energie: i nuovi stadi costruiti per questo primo Mondiale africano
comprendono tutto ciò che di più ecologico esiste. Le
città di Johannesburg, di Cap e di Durban hanno piantato
migliaia di alberi per catturare il diossido di carbonio, grande
responsabile del riscaldamento climatico.
Più ambiziosa è stata la città di Durban
che si è prefissata di compensare le emissioni locali di Co2
legate ai Mondiali, producendo elettricità con delle turbine
idrauliche o con del biogas generato dalle discariche.
Nonostante però tutti questi sforzi, la fattura
ambientale di questa grande iniziativa sportiva sarà
estremamente costosa per il paese. Si stima infatti che l'"impronta
di carbone" sarà di oltre 2,75 milioni di tonnellate di Co2,
ossia nove volte rispetto a quella dei Mondiali 2006 e oltre il
doppio delle Olimpiadi di Pechino.
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