La Spagna sei anni dopo gli attentati
[11 marzo 2010]
La Spagna ha ricordato oggi il sesto anniversario dell'attacco
terroristico accaduto l'11 marzo 2004 a Madrid. L'attentato
provocò 191 vittime e oltre 1800 feriti. Numerose iniziative
ufficiali si sono svolte nell'arco della giornata. I parlamentari
hanno osservato un minuto di silenzio. Alla cerimonia hanno
partecipato il capo del governo José Luis Rodriguez Zapatero
e il leader dell'opposizione Mariano Rajoy. Prima di questo
momento, il presidente della Camera, José Bono, ha letto una
dichiarazione in cui annunciava che il 27 giugno sarebbe stato il
"giorno della memoria" alle vittime del terrorismo. Il giorno
è stato scelto perché "il 27 giugno 1960, l'ETA ha
commesso il suo primo assassinio". Considerata dall'Unione europea
come organizzazione terroristica, l'Eta è ritenuta
responsabile della morte di 828 persone in diversi attentati per
l'indipendenza del Paese Basco. L'ultimo attentato rivendicato
dall'Eta risale all'agosto 2009. Gli attentati islamici di Madrid
sono stati i più sanguinosi che il paese abbia mai
conosciuto e sono stati ricordati attraverso altre cerimonie,
soprattutto presso il Memoriale della stazione d'Atocha, a Madrid.
Il re Juan Carlos ha invece ricevuto le associazioni che
rappresentano le vittime. L'11 marzo 2004, verso le 07h40, dieci
bombe sono esplose in quattro treni che trasportavano impiegati
statali, operai e studenti in direzione Atocha. L'attentato
gettò la Spagna in un stato di choc. Nell'ottobre 2007, la
giustizia spagnola ha condannato 21 delle 28 persone accusate
durante il processo tenutosi tra febbraio e luglio 2007 nella
capita spagnola. Tre degli accusati sono stati condannati a
scontare 40.000 anni di prigione per questi attentati.
(D.I.)
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