TOSSINE VEGETALI PER COMBATTERE LE LEUCEMIE
[16 marzo 2010]
È una speranza concreta per la terapia dei tumori.
Studiosi del gruppo di ricerca anglo-italiano RICG, Recombinant
Immunotoxin Collaborative Group, di cui fa parte anche l'Istituto
di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle
ricerche (Ibba-Cnr) di Milano, utilizzando le tecniche del DNA
ricombinante hanno ottenuto l'espressione di molecole ibride che
veicolano selettivamente l'attività tossica di saporina
contro le cellule tumorali, uccidendole. I risultati sono stati
illustrati su Faseb Journal, la rivista della Federazione americana
di scienze sperimentali.
"Le molecole ibride", spiega Aldo Ceriotti, dell'Ibba-Cnr di
Milano, "sono state create unendo saporina, una tossina vegetale
identificata in origine nei semi di Saponaria officinalis, a un
frammento proteico che serve ad indirizzare la tossina verso le
cellule tumorali. Quando la molecola ibrida entra nella cellula
bersaglio, la sintesi delle proteine si arresta e la cellula viene
così eliminata".
Il network RICG, con i suoi laboratori del Cnr di Milano, delle
Università di Verona e dell'Aquila e del Southampton General
Hospital, collabora dal 2005 - grazie al finanziamento dalla
fondazione no profit inglese 'Leukaemia Buster' di David e Bee
Flavell - per sviluppare farmaci antileucemici basati su anticorpi
ricombinanti, in grado di indirizzare le tossine contro le cellule
leucemiche senza danneggiare quelle sane. "Un approccio molto
diverso dalla chemioterapia convenzionale", prosegue Ceriotti, "che
il gruppo sta sviluppando contro particolari tipi di leucemie e
linfomi, diffusi in età sia adulta sia pediatrica. Analoghe
ricerche negli Usa hanno già portato alla registrazione, da
parte della Food and Drug Administration, di una molecola ibrida
contenente la tossina difterica per il trattamento di
T-linfomi".
Già una decina d'anni fa alcuni ricercatori RICG avevano
espresso una molecola di fusione tra saporina e il dominio di
legame ATF, in grado di legare recettori dell'urochinasi umana
coinvolti nella metastasi di diversi tumori. "Purtroppo le proteine
produttrici di tossine veicolate verso cellule tumorali erano in
grado di uccidere anche le cellule eucariotiche usate per
produrle", aggiunge Serena Fabbrini (ibba-Cnr). "Oggi invece
le nuove fusioni sono state prodotte con successo in cellule di
lievito, utilizzando metodologie innovative: il microrganismo
eucariote utilizzato, Pichia pastoris, è un lievito che
è stato già usato per esprimere numerose proteine con
attività terapeutica e che si presta a processi di
fermentazione in larga scala con costi contenuti".
Lo sviluppo di un sistema di espressione in Pichia pastoris
adatto per produrre proteine di fusione in cui saporina
è indirizzata verso specifiche popolazioni cellulari, quali
le tumorali, è oggetto di una richiesta di brevetto europeo.
"Questa tecnologia", conclude Ceriotti, "apre la possibilità
di utilizzare i lieviti come bioreattori in larga scala per la
produzione di questo tipo di molecole e permetterà di dare
inizio a studi pre-clinici per confermarne l'efficacia
terapeutica".
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