Falkland atto secondo
di Maurizio Stefanin [26 febbraio 2010]
È variamente stimato tra i 17 e i 60 miliardi di barili l'entità del tesoro che ha riacceso la tensione attorno alle Falkland-Malvinas. All'inizio delle prospezioni petrolifere il governo di Buenos Aires ha infatti imposto alle navi in rotta da e per le isole di chiedere un'autorizzazione esplicita prima di entrare nelle acque territoriali, al fine esplicito di rendere insostenibili i costi che dovrebbero affrontare le società interessate: la Desire Petroleum di Londra, che ha iniziato le perforazioni lunedì; la Falkland Oil & Gas Ltd., pure di Londra; e la Bhp Billiton Ltd., che invece è di Melbourne e con cui la Falkland Oil & Gas Ltd. è associata. Ma è da ricordare che nel 1998 il petrolio era stato ricercato nella zona anche dalla Shell, che però non lo aveva trovato conveniente. Una convenienza che ora con il prezzo salito dai 10 ai 75-80 dollari al barile invece vi sarebbe. Inoltre ha annunciato l'inizio di ricerca la società ispanoargentina Repsól-Ypf: peraltro, fuori delle acque in disputa. L'Argentina ha approfittato del vertice di Cancún per incassare la peraltro scontata solidarietà dei Paesi latino-americani, e poi chiedere una mediazione Onu. Il premier Gordon Brown ha prima smentito l'invio di un cacciatorpediniere di rinforzo alle quattro navi che già vegliano sulla sicurezza delle isole, per poi mandare un sottomarino. E in concreto è stata una nave argentina la prima a essere intercettata dagli inglesi, e a dover cambiare rotta. Indiscrezioni pubblicate del Daily Telegraph riferiscono di una disponibilità del governo britannico al negoziato, dal momento che "dopotutto Regno Unito e Argentina sono partner importanti". Ma dalle isole i kelpers insistono di non volerne sapere niente. Falkland è un paesotto scozzese nella regione di Fife: neanche 1200 abitanti attorno a una piazza dal marcato aspetto medioevale, ai piedi un pendio verde delle Lomond Hills. Saint-Malo è invece un porto bretone fortificato di 50mila abitanti, sulle sponde francesi della Manica: famoso per le sue maree e famoso per quel settecentesco corsaro Surcouf, che fu il più grande dei suoi molti corsari, e una cui statua indica ancora oggi verso l'Inghilterra il nemico da combattere.
Visconte di Falkand fu investito nel 1620 l'inglese Sir Henry Clay, che era stato governatore d'Irlanda e organizzatore di spedizioni in Canada: per sé, e per i suoi discendenti. Il quinto dei quali, Anthony, si trovava a essere Primo Lord dell'Ammiragliato, comandante della marina, quando nel 1690 il navigatore John Strong diede il suo nome a un remoto arcipelago cui era approdato, a sud-est del Sudamerica. Da Saint-Malo era invece partito quando arrivò nello stesso arcipelago il famoso Louis-Antoine de Bougainville: l'ammiraglio, esploratore e matematico francese che ha dato il suo nome a un'isola delle Salomone, allo stretto che separa la stessa isola dall'altra isola di Chiseul, a un altro stretto che sta invece nell'arcipelago delle Vanuatu, a una regione dell'attuale Papua Nuova Guinea, e anche a una famosa pianta ornamentale. Arrivato alle Falkland, che Strong aveva lasciato disabitate, non si trattenne dal distribuire ancora un po' la sua onomastica: si chiama infatti Bougainville una delle 200 isolette dell'arcipelago, c'è un Capo Bougainville nella più orientale delle due isole principali, e si chiamò Port Louis l'insediamento da lui fondato nel 1763. Quel territorio nel suo complesso, però, preferì ribattezzarlo in onore del porto breto- ne: in francese, Îles Malouines. In realtà, nessuno dei due suoi battezzatori aveva scoperto l'isola. Prima di Strong ci era infatti arrivato nel 1592 un altro inglese, John Davis. Ed è probabile che le avessero avvistate in precedenza anche Amerigo Vespucci e Ferdinando Magellano, ma senza però fermarvisi. Certamente vi erano approdati prima ancora indios provenienti dalla Patagonia, ma lasciando solo resti di canoee e di archi. Se Strong rafforzò il primato inglese con la prima imposizione toponomastica, a Bougainville si deve il primo popolamento, peraltro seguito ad appena due anni da un secondo insediamento, inglese.
L'anno dopo ancora, 1767, la Francia vende i suoi diritti alla Spagna, trasformando così le Îles Malouines in Islas Malvinas. E nel 1770 il generale spagnolo Madariaga manda quattro navi con 1400 soldati. Nel 1774 gli inglesi sgomberano, pur lasciando in loco una targhetta di rivendicazione. Ma nel 1811 se ne vanno pure gli spagnoli, in concomitanza con l'indipendenza argentina.Tanto per confondere ancora più le idee, dopo un italiano e un portoghese al servizio della Spagna, due inglesi, un francese e uno spagnolo, nel 1820 arriva un americano, David Jewett. Prende possesso in nome dell'Argentina, e se ne va. Nel 1826 è il turno di un altro francese, che si chiama Louis Vernet e che ristabilisce un insediamento. E nel 1829 Buenos Aires lo riconosce governatore. È questo il titolo giuridico in base al quale l'Argentina considera da allora le Malvinas parte del territorio nazionale. Vernet, però, fa l'errore di proclamare un monopolio sulla caccia alle foche, in nome del quale cattura quattro imbarcazioni americane. Washington inferocita lo definisce "pirata", e nel 1831 gli manda contro la spedizione punitiva che gli distrugge l'insediamento. Azzerata per l'ennesima volta la situazione, l'Argentina manda come nuovo governatore il maggiore Esteban Mestivier per stabilirvi una colonia penale, ma il 15 novembre 1832 questi è ucciso in un ammutinamento di soldati. A questo punto Londra decide di rispolverare la rivendicazione su quell'agitato angolo di Atlantico meridionale: talmente freddo e remoto che alcuni manuali di geografia lo ascrivono all'Antartide piuttosto che all'America del sud. E manda il brigantino che il 2 gennaio 1833 intima lo sgombero al colonnello Pinedo. Il 5 gennaio 1833 è issata sulle isole la Union Jack: in tempo per accogliere il 15 marzo 1833 la Beagle con a bordo Charles Darwin, che nel suo diario parla di "isole miserabili".
Solo nel 1840 viene l'idea di dare alle isole una popolazione stabile, e solo nel luglio 1843 inizia la costruzione della cittadina che due anni dopo verrà battezzata Port Stanley. Il grande flusso di navi dirette per lo Stretto di Magellano o Capo Horn che accompagna la corsa all'oro in California propizia un piccolo boom economico, in cui i servizi portuali e la riparazione di navi si accompagnano all'allevamento, alla pesca e alla caccia alla balena. La popolazione rimane però minima: 287 abitanti nel 1852, 2043 nel 1901, 3140 oggi. I kelpers, così chiamati dalla gran quantità di alghe kelp che circonda le loro isole, non sono solo di origine inglese, scozzese, gallese o irlandese, ma anche latino-americana, scandinava, tedesca, di altre regioni dell'Impero Britannico. Però proprio la peculiarità della loro condizione propizia un'identità fortissima. L'8 dicembre 1914 presso le Falkland viene combattuta la grande battaglia navale in cui una squadra britannica di due corazzate, una corazzata leggera, tre incrociatori corazzati e due incrociatori leggeri distruggono completamente una squadra tedesca di due incrociatori corazzati, tre incrociatori leggeri e due trasporti. Ma il 15 agosto di quello stesso anno è stato inaugurato quel Canale di Panama che butterà le Falkland fuori dalle rotte commerciali. Ciò non impedisce alle isole di restare nell'occhio del ciclone della politica mondiale. Il 13 dicembre 1939 presso le Fakland viene combattuta la Battaglia del Rio de la Plata, in cui gli inglesi chiudono a Montevideo e costringono ad autoaffondarsi la corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee. Nel 1945 il regime di Perón approfitta l'apertura dell'Onu per risollevare la rivendicazione delle isole, rifiutando il negoziato proposto da Londra nel 1947 e 1948, e ritirato nel 1955. Ma le trattative riprendono nel 1967, e oggi si sa che nel 1982 si stava molto vicino a un accordo per una sovranità compartita, simile a quello che piloterà il ritorno di Hong Kong alla Cina. Ma in quel momento è al governo in Argentina una giunta militare che dopo aver vinto la guerra contro il terrorismo al costo tremendo di 20mila desaparecidos sta ora perdendo l'altra guerra contro l'inflazione.
E per recuperare consensi, in un momento in cui le manifestazioni di protesta si susseguono, non trova di meglio che rispolverare l'antica rivendicazione: un po'fidando nel prestigio di "invincibilità" di un esercito che però non ha più fatto guerre dall'800; un po' contagiato dall'idea circolante nel Terzo Mondo dopo i disastri dei francesi in Indocina e Algeria, degli olandesi in Indonesia e degli americani in Vietnam, che dopo tutto gli eserciti occidentali non siano che tigri di carta. Il 19 marzo 1982, 50 argentini piantano dunque la bandiera nazionale nella Georgia del Sud, altro possedimento britannico vicino alle Falkland. Non sono soldati ma ferrivecchi, e la presenza britannica in loco si riduce a un paio di appassionate di trekking. Il 25 marzo la nave antartica Endurance tenta la riconquista con 22 Royal Marines, ma si trova di fronte la corvetta Guerrico, e d'altronde il trasporto Bahia Buen Suceso ha già sbarcato 100 soldati. E alle 21.30 del primo aprile, 92 commandos argentini su 21 gommoni partono dal cacciatorpediniere Santisima Trinidad, per prendere terra alle 23. Un secondo gruppo, proveniente dal sottomarino Santa Fe, sbarca alle 4.30 del 2 aprile. E i primi spari risuonano alle 5.30, quando un'avanguardia attacca una caserma poi risultata deserta. Il grosso degli invasori parte dal trasporto Cabo San Antonio alle 6, con una flottiglia di anfibi che approda alle 6.30 e occupa un aeroporto pure deserto. Ormai convinti che gli inglesi siano spariti, alle 6.30 sedici argentini si dirigono sul palazzo del governatore Rex Hunt. Invece li aspettano 31 Royal Marines, 11 marinai e un volontario della locale Falkland Island Defence Force (Fidf). Scorre il primo sangue, e dei due argentini feriti uno sarà presto il primo caduto, mentre altri tre sono presi prigionieri. Ringalluzziti, i Royal Marines preparano un'imboscata, e alle 7.15 riempiono di razzi la colonna degli anfibi, distruggendone uno e danneggiandone un altro. Ma stavolta gli argentini sono troppi, e alle 8 il governatore dà l'ordine di resa. Soltanto una squadra di Royal Marines si imbosca nell'interno, ma si consegna in capo a due giorni «per evitare rappresaglie sui civili ». I 57 Royal Marines e gli 11 marinai saranno subito rimpatriati attraverso l'Uruguay, visto che nel frattempo le relazioni diplomatiche sono state rotte. La quarantina di volontari locali della Fidf è invece tenuta in stato d'arresto. «¡Las Malvinas son argentinas!», proclama il generale Leopoldo Galtieri a Buenos Aires, davanti a una folla osannante, mentre Port Stanley è ribattezzata Puerto Argentino. Ma anche Margaret Thatcher in quel momento ha bisogno di recuperare popolarità di fronte alla crisi economica, e coglie l'occasione al volo. Già il 5 aprile salpa l'Armada, come è stata ribattezzata la spedizione punitiva. A far montare la rabbia degli inglesi sono i filmati dei Royal Marines prigionieri messi a faccia a terra. «La Gran Bretagna non è abituata a piegarsi ai dittatori», grida la Thatcher, pur se lei stessa in quel conflitto riceverà il prezioso appoggio di Augusto Pinochet, in lite con i "colleghi" di Buenos Aires per le isole del Canale di Beagle. I falklandesi fanno resistenza civile continuando a guidare a sinistra, malgrado l'imposizione del codice stradale argentino.
Il 21 aprile i primi commandos inglesi prendono terra. Il 25 è il primo scontro a fuoco tra l'Armada e un sottomarino argentino. Il primo maggio inizia il martellamento dei bombardieri Avro Vulcan, arrivati dall'isola africana di Ascensione con un viaggio di 13 mila chilometri. Il 2 maggio è silurato l'incrociatore Belgrano, una nave ex americana sopravvissuta a Pearl Harbor. Vi muoiono ben 333 dei 649 caduti argentini del conflitto, contro 258 inglesi (bilancio feriti: 1.068 a 777; prigionieri: 11.313 a 59). Il 4 è però il cacciatorpediniere Sheffield a essere centrato da un missile Exocet. Il 21 maggio c'è lo sbarco di San Carlos. Il 28 maggio è vinta la battaglia di Goose Green. Il 14 giugno il generale Mario Menéndez si arrende in una Puerto Argentino ormai ridiventata Port Stanley. A Margaret Thatcher la vittoria darà il tempo per far sì che la sua "cura da cavallo"possa dare grandiosi risultati economici. I militari argentini saranno invece costretti a restituire il potere ai civili. Il mantenimento della rivendicazione irredentista non impedirà nel 1990 la riapertura delle relazioni diplomatiche, e in seguito i rapporti migliorano a tal punto che con Menem i piloti da caccia inglesi e argentini tornano ad addestrarsi assieme. Rivoluzionate sono anche le Falkland, dove dal 1984 in poi la Falkland Islands Development Corporation ha propiziato un boom di lana, pesca e turismo. Fino a quando la scoperta di immensi giacimenti di petrolio un po' più a nord, al largo della costa brasiliana, non ha riportato l'attenzione sull'arcipelago.
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