Audiolibro, una storia che inizia da Omero
di Riccardo Paradisi
[30 gennaio 2010]
In principio la letteratura era narrazione. Forma di racconto
orale, da bocca a orecchio. Nella narrazione si svolgeva un atto
rituale profondo, di reincantamento del mondo. Il narratore di
storie creava un tempo parallelo, un tempo mitico, consentiva
l'uscita dal tempo ordinario. Suscitava un'atmosfera, disegnava un
perimetro che era quello della dimensione sospesa dove la psiche di
chi ascolta le storie viene liberata e rigenerata. La lettura
visiva, quella fondata sul testo, arriva più tardi, quando
si diffondono prima la scrittura e poi la stampa e l'atto del
leggere diventa più personale, individuale, silenzioso. Una
premessa per dire che il progressivo diffondesi degli audiolibri
è un ritorno alla fruizione originaria della narrazione. Un
mercato in espansione,soprattutto in Gran Bretagna, in Germania, in
Francia e in Scandinavia. Se in Italia insomma sono ancora in pochi
a investire su questo tipo di mercato, presente ma ancora
embrionale, in Europa il giro d'affari legato agli audiolibri
continua a crescere, del 20 per cento all'anno. L'Inghilterra e la
Germania sono le due nazioni che hanno il più grande mercato
di audiolibri di tutta l'Unione Europea.Nel solo Regno Unito, la
British Audio Book Publishing Association può vantare un
record di vendite: nel 2006 ha infatti guadagnato 71,4 milioni di
sterline mentre in Germania l'indotto è superiore a 100
milioni di euro. Mercati quello inglese e tedesco che diventano
addirittura a rischio saturazione. E gli editori di questi paesi
corrono ai ripari, cercando l'apertura ai paesi dell'Est dove
però gli audiolibri vengono in genere ancora riservati alle
persone con problemi di handicap visivo.
Come già accaduto nei paesi dove hanno
conquistato la loro fetta di mercato, anche da noi la produzione di
audiolibri andrà comunque sempre di più ad
affiancarsi a quella editoriale tradizionale, spingendo magari
l'ascoltatore alla lettura del libro appena «sentito»,
oppure andando incontro a chi vorrà sentirsi raccontare
vicende lette sino a quel momento solo su carta. A conti fatti -
dicono gli osservatori dei fenomeni editoriali - un efficace
strumento a supporto dell'attività promozionale delle case
editrici. In un'epoca fatta prevalentemente di immagini, sembra
così iniziare a farsi largo uno spazio finalmente dedicato
all'ascolto. La nuova tecnologia ha favorito comunque in generale
la crescita del mercato europeo degli audiolibri. Internet ha
semplificato la vita agli editori e ai consumatori. Ci sono
audiolibri e audiolibri però. Perché un audiolibro
può essere realizzato in molti modi. Il modo sicuramente
più interessante è quello con cui realizza questo
prodotto Claudio Carini che diffonde la sua opera con le edizioni
«Recitar leggendo audiolibri». È il modo
più interessante non perché sia il più
originale - ci sono audiolibri realizzati addirittura con software
di sintesi vocale - ma perché è quello più
tradizionale, più rigoroso, più filologico,
più rispettoso verso l'opera che viene affrontata.Attore di
prosa dal 1973 Carlo Carini non è un lettore occasionale dei
classici che presenta nella sua collana; da anni Carini porta
infatti nei teatri spettacoli e recitals dedicati ai grandi
classici della letteratura: Dante, Petrarca, Boccaccio, Leopardi,
Baudelaire, Rimbaud, Coleridge, Omero, Platone. Non solo. Carini ha
dato vita a numerosi progetti e rassegne di lettura a voce. Ha
fondato «Recitar leggendo» nel 2004 e nei grandi
classici in cd che ha interpretato ha immesso l'anima della
recitazione: un'intepretazione la sua che restituisce la forza
evocativa della grande arte narrativa. Nelle sue edizioni presenta
i più grandi classici della narrativa nazionale e
internazionale: dai poemi omerici alla Divina Commedia,
dal Decameron al Piacere di Gabriele D'Annunzio,
da Senilità di Italo Svevo a Lo strano caso del
Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson, dal Cavaliere
inesistente di Italo Calvino al Canzoniere di
Francesco Petrarca. «Dietro questa mia attività
iniziata nel 2004 - dice Carini - ci sono oltre trent'anni di
attività teatrale come attore di prosa che ha privilegiato
fin da subito l'universo del suono e della parola rispetto a quello
del gesto e dell'azione, eseguendo centinaia di letture di grandi
classici nei teatri e soprattutto nelle scuole di ogni ordine e
grado. Ecco quindi le radici della mia linea editoriale
prevalentemente dedicata ai grandi classici». Un tratto
fortemente personale tanto che i cd delle varie opere sono tutti
registrati da Carini stesso. Un lavoro considerevole: soprattutto
gli audiolibri in versi sono quelli che richiedono una maggior cura
nella realizzazione. La Divina Commedia nella sua edizione
integrale ha richiesto poco meno di un anno di lavoro per la sua
realizzaizone e anche per il Canzoniere di Petrarca la
lavorazione è stata molto lunga e ricca di ripensamenti e
correzioni.
Ma è utile seguire ancora quello che dice Carini
a proposito del valore della lettura a voce alta di questi
capolavori. «Dobbiamo renderci conto che la lettura ad alta
voce non è l'ultima trovata del Ventunesimo secolo per la
gioia di ascoltatori, attori ed editori, ma affonda le sue radici
nel passato»: è esattamente quello che si diceva
all'inizio. «Proviamo a pensare a Omero, - riflette
giustamente Carini - la sua professione non era quella dello
scrittore ma quella del cantore. Iliade e Odissea
venivano dette e tramandate ad alta voce ma anche in tempi
più vicini tutto ciò che è stato scritto in
endecasillabi è stato pensato per la lettura ad alta voce.
Pensiamo all'Orlando furioso, alla Gerusalemme
liberata, alla stessa Divina Commedia. Insomma
l'audiolibro non è altro che un supporto tecnologico moderno
che ripropone un'abitudine di ascolto che viene da un passato e che
oggi si sta perdendo irrimediabilmente, circondati come siamo da un
mondo fatto prevalentemente di immagini». Ecco che invece
l'ascolto di un'opera è anche una forma di rieducazione
all'ascolto e all'immaginazione anche perché «il
pensiero pur nella sua natura silenziosa prende forma attraverso i
suoni delle parole. La parola pronunciata diventa fisica,
sensoriale: è voce, suono. In questo modo si eleva dal
semplice stato di macchia d'inchiostro sulla carta per diventare
evento sonoro, musica». A sostegno di questa efficace
riflessione di Carini c'è anche quella di Daniel Pennac:
«Strana scomparsa quella della lettura ad alta voce. Non si
ha più diritto di mettersi parole in bocca prima di
ficcarsele in testa? Niente più orecchie? Niente più
musica? Niente più saliva? Parole senza più gusto?
Forse che Flaubert non se l'è urlata fino a farsi scoppiare
i timpani la sua Bovary?». Per questo Carini preferisce dire
di «suonare un testo» più che di leggerlo. E i
testi che Chiarini legge effettivamente suonano con la loro musica
originaria animati con la voce potente, coltivata, sapiente
dell'attore che interpreta il testo dandogli vita mantenendo
però un'impersonalità attiva, una partecipazione al
testo la sua senza però l'inquinamento della prevaricazione
soggettiva. Ha ragione chi parla di un fatto artistico a se stante
a proposito delle sue opere. Perché riportare in vita il
suono di certe opere è un'opera d'arte in sé.
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