Cronache di liberal

Terremoto su Bertolaso

di Marco Palombi [11 febbraio 2010]

Tutto è partito da una telefonata fiorentina intercettata dal Ros. Era il 2008 e l'inchiesta riguardava i progetti sull'area di Castello di proprietà della Fondiaria-Sai di Salvatore Ligresti, quella che inguaiò la giunta di Leonardo Domenici (che s'incatenò sotto la redazione di Repubblica per protestare contro la gogna mediatica a cui, a suo parere, veniva sottoposto dal gruppo Espresso). Quell'inchiesta è ancora aperta, ma non riguarda la notizia di giornata. Quella telefonata, in cui un architetto che parlava di appalti, ha innescato un terremoto a partire dalla citazione di un solo nome, quello di Angelo Balducci, dirigente della Protezione civile e responsabile della struttura di missione per il G8 a La Maddalena (poi dirottato a L'Aquila da Berlusconi) e per i Mondiali di nuoto romani del 2009, anch'essi peraltro funestati di irregolarità e inchieste della magistratura. Nella rete delle presunte corruzioni cresciute attorno ai lavori dell'isola sarda è rimasto incastrato anche l'araba fenice del governo, l'uomo che risolve i problemi, l'unico vip che porta il maglioncino più e meglio di Sergio Marchionne. Si parla, ovviamente, di Guido Bertolaso, sottosegretario di Stato, capo della Protezione civile prorogato fino al 31 dicembre, commissario straordinario per il dopo terremoto in Abruzzo e qualche decina di altre cose tra cui, curiosamente o forse no, l'organizzazione della Vuitton Cup proprio a La Maddalena. L'uomo immagine del Cavaliere è indagato dalla procura di Firenze per corruzione, mentre Angelo Balducci - attualmente presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici - è finito in carcere ieri mattina insieme al suo successore alla struttura per il G8, Fabio De Santis, ad un funzionario pubblico e a un imprenditore romano. Avvisi di garanzia, invece, sarebbero arrivati ad un'altra quarantina di persone. L'ipotesi d'accusa è pesante. Gli appalti per i lavori nell'isola in vista del G8 sarebbero stati dirottati verso alcune imprese in cambio di tangenti sotto forma di automobili, partecipazioni azionarie e ristrutturazione di appartamenti. Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ieri ha parlato ai giornalisti di «gravi indizi di colpevolezza, che riguardano fattispecie corruttive relative agli appalti di alcune grandi opere che sarebbero stati assegnati nel quadro di uno scambio di favori tra dirigenti dello Stato preposti agli uffici interessati e privati imprenditori». L'inchiesta, come detto, nasce da una telefonata intercettata: a parlare era l'architetto fiorentino Marco Casamonti, titolare dello studio Archea, uno dei progettisti dell'hotel a cinque stelle che in Sardegna doveva accogliere i dignitari stranieri ed ora potrebbe servire per la prossima Vuitton Cup. È stato Casamonti a fare il nome di Balducci, il cui telefono a quel punto è finito sotto la len te del Ros. Oggi, poi, la valanga. Questa indagine, peraltro, va a sommarsi con quella aperta dalla Corte dei Conti sugli sprechi e la cattiva gestione delle strutture create per ospitare i capi di Stato stranieri. A otto mesi dalla fine dei lavori, infatti - con una spesa certificata dalla Protezione civile (i cui uffici ieri sono stati perquisiti) di 327 milioni di euro - le strutture realizzate nell'ex Arsenale e all'ex ospedale militare sono già in stato di avanzato degrado.

Bertolaso, appena saputo della notizia, ha subito rimesso nelle mani del presidente del Consiglio tutti i suoi incarichi. Motivo: «Non intralciare l'operato degli organi inquirenti. Mi sono sempre definito un servitore dello Stato e, come sempre, rimango a disposizione del mio Paese». Quanto all'inchiesta, ha annunciato che chiederà al pm di essere interrogato il prima possibile «così da poter fornire tutte le informazioni in mio possesso». A seguire "il capo" s'è presentato a palazzo Chigi per parlare con Gianni Letta, il suo principale sponsor politico. Il colloquio è andato bene e Bertolaso avrebbe assicurato di essere assolutamente estraneo alla vicenda, tanto è vero che il governo compattamente ha respinto le sue dimissioni con tanto di applausi dei presenti. Il Cavaliere ci ha messo la faccia e già che c'era ha anche chiuso le indagini: «Bertolaso - ha detto il premier in Cdm - è coinvolto in maniera marginale in una inchiesta. Siamo sicuri che potrà chiarire ogni cosa ».

Ma nonostante la fiducia rinnovata al capo della Protezione civile, ora saranno da valutare gli effetti dell'inchiesta fiorentina: più che la nomina di Bertolaso a ministro - le voci lo davano sostituto di Sandro Bondi ai Beni culturali - che sarà probabilmente rinviata, questo scandalo rischia di bloccare a tempo indeterminato la creazione della megastruttura "Protezione civile Spa", la società privata a capitale pubblico che avrebbe dovuto divenire il general contractor dello Stato per la gestione delle emergenze e non solo (robetta come l'organizzazione della Vuitton Cup e probabilmente dell'Expo milanese del 2015, per capire). Tutte le opposizioni - Pd, Udc e Idv - hanno chiesto di "ritirare"il decreto che istituisce la nuova holding, un testo "sbagliato e pericoloso" e ora anche inopportuno. Ieri la maggioranza s'è schierata compatta attorno al suo eroe, ma non è detto che la posizione del centrodestra rimanga questa a lungo.   

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