Cronache di liberal

Potevano scegliere fra il disonore

e la guerra. Hanno scelto

il disonore, e avranno la guerra

Winston Churchill

SOS mondiale malattie rare

di Diana Izzo [26 febbraio 2010]

Si svolgerà domenica 28 febbraio la terza Giornata Mondiale delle Malattie Rare che rientra nel progetto mondiale promosso dall'Organizzazione europea per le malattie rare (Eurodis) coordinato in Italia dalla Federazione italiana malattie rare (Uniamo).

Si parla di una malattia "rara" quando il numero delle persone che ne soffrono non è superiore a 1 ogni 3.000. Ad oggi queste patologie riconosciute sono oltre 400 e sono soprattutto di origine genetica. Nel 75 per cento dei casi le malattie rare si manifestano in età pediatrica e per moltissime di loro non esiste una cura. Incurabili, progressive e degenerative le malattie rare troppo spesso sono fatali e provocano al paziente un alto livello di sofferenza. In Italia, circa un milione e mezzo di cittadini soffrono di queste patologie ed ogni anno compaiono almeno 20 mila casi nuovi. Nel mondo, invece, le vittime che si contano ogni anno sono fra i sei e gli otto mila e nel 75 per cento delle volte sono dei bambini.

La ricerca dedica poca attenzione per trovare cure adatte a queste patologie. La causa non è da riscontrare nel disimpegno dei medici quanto piuttosto nello scarso interesse delle case farmaceutiche ad investire nella ricerca farmacologica.

Negli ultimi anni grazie all'impegno delle Istituzioni, delle Associazioni, della classe medica e dei progressi della Ricerca, i tempi di attesa della diagnosi si sono considerevolmente abbreviati. Questo ha permesso ai pazienti di accedere più rapidamente al percorso terapeutico e riabilitativo riducendo così i costi sociali.

Tuttavia, molti familiari si trovano ancora troppo soli per assistere i loro malati. Secondo un'indagine che ha preso in esame un campione di 392 famiglie di 10 Associazioni di Malattie Rare, per molti genitori affrontare gli impegni di assistenza di un figlio affetto da una patologia rara può comportare limitazioni nell'ambito lavorativo. Infatti, il 32 per cento dei padri e il 46 delle madri dichiarano di essere costretti a modificare la situazione occupazionale. Mentre il 23 per cento dei genitori con figli che presentano malattie rare devono entrambi rinunciare al proprio lavoro. Sempre secondo i dati della ricerca, emerge anche che il 38 per cento dei parenti chiede un sostegno psicologico e un maggiore aiuto nella vita quotidiana.

Il Parlamento italiano si è impegnato ad approvare entro il 2010 un disegno di legge che prevede di evitare le diagnosi personali e le continue ricerche del paziente, o chi per lui, del centro più attrezzato. Inoltre, è previsto anche un accesso più rapido alla terapia e maggiori incentivi alla ricerca.

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