«Ormai la corruzione è quasi legalizzata»
di Franco Insardà
[20 febbraio 2010]
«La corruzione paga. In tutti i sensi, ma soprattutto
politicamente». Ferdinando Imposimato, giudice istruttore dei
più importanti casi di terrorismo, che nella sua carriera si
è occupato di mafia e camorra ed è stato membro della
Commissione antimafia non ha dubbi e non nasconde tutto il suo
pessimismo.
Corruzione, tangenti, scambi di favori di vario tipo, il
quadro non è certamente rassicurante? La situazione
è quella esposta in maniera molto precisa dal procuratore
generale della Corte dei Conti. Il fenomeno esiste e non è
un persecuzione come sostiene il presidente del consiglio
Berlusconi. L'allarme sociale dovrebbe portare alla condanna
politica dei responsabili, ma così non è. In molti
casi si può parlare di corruzione legalizzata.
In che senso? Si sono trovati degli espedienti
per consentire che il denaro venga sottratto alle finalità
pubbliche per essere, invece, destinato a interessi privati. Tutto
questo avviene nell'indifferenza generale, anche dei cittadini che
sembrano non rendersi conto che questa loro assenza rispetto al
fenomeno è molto grave. Se non ci fosse stata la presenza
della magistratura anche gli episodi di questi ultimi giorni non
sarebbero stati scoperti. Eppure alcune cose erano abbastanza
conosciute.
Ci spieghi. Conosco molte persone a L'Aquila,
dove insegno alla facoltà di Scienze delle Investigazioni,
che mi hanno manifestato dei dubbi, fin dai primi giorni del dopo
terremoto, per alcune scelte poco felici e per l'esclusione delle
imprese e dei professionisti locali. Mi hanno raccontato di essere
stati trattati male, quando hanno provato a lamentarsi di questa
situazione. È vero quanto sostiene il sottosegretario alla
Protezione civile, Guido Bertolaso, che occorre velocizzare i
sistemi, ma è anche vero che bisognerebbe garantire i
controlli. Ed è qui che avviene il corto circuito,
perché i controllori diventano complici. Purtroppo la
corruzione è un fenomeno gravissimo che con il passare degli
anni peggiora. Mi sono occupato dell'Alta Velocità e delle
autostrade e il sistema è sempre lo stesso: si privatizzano
i guadagni e s'imputano al pubblico le perdite.
Qualcuna parla di una nuova Tangentopoli. Dieci
anni fa scrissi un libro (Corruzione ad Alta
Velocità ndr) nel quale si evidenziavano tutti i
meccanismi che ancora oggi si usano.Tangentopoli non ha sconfitto
la corruzione che è rinata in maniera più sofisticata
e né si può parlare di una Seconda Repubblica
rinnovata.
Perché? Ci troviamo di fronte a
personaggi ancora più corrotti, ma più scaltri e
difficilmente perseguibili per i loro comportamenti al limite della
legge. Non dimentichiamoci l'approvazione di norme che di fatto
hanno portato alla legalizzazione della corruzione. Mi riferisco,
ad esempio, alle opere pubbliche che costano sette volte di
più rispetto al resto d'Europa, dal momento che sono gravate
dalle mazzette che vengono spartite tra imprenditori, politici,
funzionari e criminalità organizzata. Questo fenomeno l'ho
denunciato da anni anche come membro della commissione Antimafia.
In Italia, però, si fanno soltanto analisi, ma soluzioni non
se ne vedono.
Il presidente della Corte dei Conti ha posto
l'attenzione anche sulle consulenze. Un altro tasto
dolente. Quando ero in Parlamento proposi una legge per arginare il
fenomeno, perché è proprio questo uno dei sistemi
più sofisticati della corruzione. In molti casi parliamo di
consulenze affidate a magistrati e nella mia proposta era previsto
un espresso divieto proprio per loro. Ma non si è riusciti
ad approvarla e mi sono trovato tutti contro, a partire dai
magistrati. La situazione è generalizzata e riguarda sia il
centrodestra sia il centrosinistra. Direi che c'è un
consociativismo anche nella spartizione delle mazzette.
Perché rispetto al '92 i cittadini si fidano
molto meno della magistratura? La considerazione nei
confronti dei magistrati da parte dell'opinione pubblica si
è ridotta, è un atteggiamento condivisibile
perché ci sono stati degli abusi. Bisogna anche evidenziare
che dal punto di visto politico non c'è una buona
opposizione e manca il controllo, affidato soltanto a qualche
magistrato isolato.
Il Consiglio dei ministri ha dato un via libera di
principio al disegno di legge che inasprisce le pene per i reati
contro la pubblica amministrazione, tra cui la corruzione, non
è troppo tardi? Il problema non è che non ci
sono le leggi, mancano i controlli. Il no alla privatizzazione
della Protezione civile mi trova d'accordo, ma non bisogna
dimenticare che si sta procedendo alla realizzazione del Ponte
sullo stretto di Messina. Lì che cosa succederà?
Ci dica. Il sistema è sempre lo stesso:
chi si aggiudica l'appalto prende le anticipazioni sul costo
dell'opera e subappalta i lavori. In molti casi molto aziende che
vincono le gare non hanno neanche operai assunti, passano le
commesse. Va eliminato proprio questo sistema dei subappalti:
è questo il vero scandalo.
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