Cronache di liberal

Edward Hopper, l’assenza negli spazi americani

di Alessio Pinelli [28 febbraio 2010]

Nel bar immaginario, realisticamente ricostruito, un barista e tre avventori in un posto apparentemente anonimo, ma significante della vita  americana, sono destinati a consumare per sempre l'intima solitudine, la profonda tristezza di uomini e donne senza speranza. E' il luogo raffigurato in  "Gli sparvieri della notte" (1942)  del grande pittore statunitense  Edward Hopper a cui è dedicata una grande rassegna antologica  aperta a Roma nella  "Fondazione Roma Museo" (via del Corso 320) dal 16 febbraio al 13 giugno. E' un ingresso sorprendente per incontrare  finalmente in Italia opera come  "Cittadina mineraria in Pennsylvania" (1947), Le sette del mattino (1948), Mattino in South Cartolina (1955). In spazi metafisici, le rare figure sono immerse in un universo di luci fredde, taglienti, volutamente artificiali. Tra i soggetti si manifestano estraneità e incomunicabilità.

La vita artistica di Hopper inizia a 18 anni quando entra nella scuola "New York School of illustrating", poi l'anno dopo alla "New York School of Art". Conseguiti questi diplomi Hopper comincia a dipingere. Due Autoritratti del 1903 in mostra rivelano la sua grande capacità tecnica. In questo periodo lavora come illustratore pubblicitario: nell'acquarello  Boy and Moon (1906-1907 ) lo stile è improntato alla grafica della pubblicità e dei comics di quegli anni.Hopper dentro

Nel 1906 va a Parigi, dove ritorna nel 1909. Qui subisce l' influenza dell'Impressionismo francese - soprattutto di Degas e Manet. Fa su carta schizzi in grafite di operai, passanti, dandy, prostitute, signori al caffè. E oli con toni impressionistici di luoghi parigini Le Pavillon de Flore (1907) , Le pont des Arts (1907), Scale del 48 di Rue de Lille (1909), Le Bistro (1909) che anticipa la propria  poetica nel taglio geometrizzante e nella solitudine dei personaggi . A Parigi Hopper scopre la luce, e non l' abbandona mai più facendone la forza espressiva  della propria pittura.

Hopper tornato in patria è attratto dal paesaggio dal paesaggio urbano alla vita : La stazione della sopraelevata (1908), Paesino americano (1912), Ponte di Queensborough (1913). Mentre in Soir bleu (1914), dipinto  in America, la vivacità pittorica  dell' ambiente parigino è congelata. All'impressione del paesaggio "en plain air", Hopper contrappone una realtà raffreddata, immaginata, disegnata.

Dal 1915 abbandona la pittura e si dedica per otto anni all'incisione. Di questo periodo vediamo in mostra puntesecche e acqueforti : La ferrovia , La locomotiva, Paesaggio, Notte nel parco, Notte nella città, La casa isolata,  La balconata.

Quasi a segnare il passaggio dalle incisioni alla pittura il  bellissimo olio in bianco e nero  Figure in automobile (1922). Rappresenta  una coppia seduta su un'automobile sportiva cabriolet che corre parallelamente ad un vagone merci su cui viaggia una carnale e misteriosa figura femminile. Le due velocità si annullano a vicenda, autovettura e treno diventano spazi occupati  da tre persone divise, in uno stato  di incomunicabilità.  

A metà degli anni '20 per Hopper arriva il successo. Ora l'America sono  distributori di benzina, verande, caffè notturni, stanze d'albergo immerse in  realtà industriali, Blackwell's Island(1928) Case ed appartamenti East River (1930), I Granai dei Cobb e case in lontananza (1930-33), Il ponte della Diga di Macomb (1935). In tutte un'atmosfera di attesa, un  senso di estraneità al mondo, un'assenza.

La penisola di Cape Cod, con le sue dune, le case, i fari si ritrova in molti suoi dipinti come Cape Code Sunset(1934) . Qui nel 1933 ha acquistato una casa per passarvi  regolarmente i mesi estivi. Avvertiamo qualcosa di magico ed enigmatico in questa  pittura semplice  e calma, dove aleggia  straniamento e mistero.  Hopper dentro2

I  14 i disegni preparatori per il Cinema Sheridan (1937) rivelano  come, qui e in altre opere, Hopper distilli dal mondo reale con la conté crayon nera, ma non riproduca direttamente la realtà, la ricostruisce con l'immaginazione e la memoria. Quindi dipinge con accuratezza meticolosa immagini oniriche, memorabili proprio in quanto inspiegabili. Così in Alba in Pennsylvania (1942), Le sette del mattino (1948) Mattino in South Carolina (1955), la composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci ,sintetici i dettagli.

 La qualità avanguardistica del suo lavoro influenza altre forme di arte come cinema e teatro, di cui dichiara in Girlie Show (1941) debiti e crediti  Si scopre anche  che Hopper è un geniale anticipatore della pop art.

L'artista produce al massimo 3 o 4 quadri all'anno. Il suo percorso  pittorico è lungo, come il cammino  vitale che si conclude il 15 maggio 1967 all'età di 85 anni. Lascia una pittura che trasmette l' inquietudine nell'impatto con l'imprevisto e con l'enigma totale. La moglie Jo, modella delle sue figure femminili e sua unica musa, tra dipinti, disegni e incisioni

decide di donare 3116 opere del marito al Whitney Museum di New York. Da esso vengono quasi tutte le opere della rassegna, curata dal conservatore del Museo Carter Foster, e allestita da Artemisia.

Torna su ^









prima_2009-02-21

L'edizione integrale
in formato Pdf

Tutti i giorni online alle ore 14.00