Cosentino si dimette “sconfitto dall’Udc”
di Francesco Capozza
[19 febbraio 2010]
«Mi sono dimesso perchè voglio liberare il campo da
ogni strumentalizzzzione in vista della campagna elettorale».
Nicola Cosentino conferma le dimissioni da coordinatore regionale
del Pdl in Campania e da sottosegretario all'Economia spiegando che
la sua scelta è dettata alla volontà di non voler
essere oggetto di strumentalizzazioni in vista del voto di marzo.
Le dimissioni, come specificato dalla portavoce del deputato,
«sono irrevocabili ». L'annuncio dell'uscita dal
governo e dall'incarico dirigenziale nel partito è giunta
proprio mentre dal vertice tra Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e
i coordinatori del Pdl era trapelata la notizia del via libera
all'alleanza Pdl-Udc in Campania. Cosentino aveva contestato il
patto tra il presidente del Consiglio e il segretario centrista
Lorenzo Cesa, che assegna la Provincia di Caserta a Domenico Zinzi
(segretario regionale dell'Udc) in cambio del sostegno dei
centristi al candidato in Regione Stefano Caldoro. La tensione
all'interno del Pdl campano era cominciata a salire dopo l'annuncio
di martedì di un'intesa Pdl-Udc in seguito a una telefonata
tra il premier e il segretario centrista Cesa. Si era infiammato,
in particolar modo, il fronte Caserta, con Cosentino che,
sentendosi sempre più accerchiato, aveva minacciato le
dimissioni da coordinatore regionale - poi concretizzatesi nel
pomeriggio di ieri - e rivendicato un presidente Pdl alla Provincia
di "Terra di lavoro". Poltrona che invece Berlusconi e Cesa si
erano accordati per assegnare al segretario campano dell'Udc.
Dalle minacce al gesto concreto c'è stato un
fuoco incrociato aperto nella mattinata di ieri dallo stesso
Cosentino, ricevuto per un'ora da Silvio Berlusconi a Palazzo
Grazioli. Il sottosegretario aveva ventilato direttamente al
premier l'ipotesi di dimissioni da coordinatore regionale
contestando l'intesa su Caserta, in particolare sul nome del
deputato Domenico Zinzi dell'Udc. Cosentino continuava - ancora
ieri all'uscita da quell'incontro - a puntare sul senatore Pdl
Pasquale Giuliano e, credendo di aver convinto Berlusconi a rompere
l'accordo con l'Udc, era uscito «soddisfatto » da
Palazzo Grazioli. A Napoli, intanto, Ciriaco De Mita riuniva il
vertice Udc napoletano in via Santa Brigida, comunicando e
confermando l'intesa per la Regione, ma chiarendo: «A noi non
interessa l'assessorato alla sanità. All'Udc interessa la
riorganizzazione dei servizi, il riequilibrio di poteri tra giunta
e consiglio, il trasferimento di funzioni a Province e
Comuni». E spiegava ai suoi che l'accordo con il
centrosinistra non è stato possibile in Campania per le
divisioni nella coalizione e perché Enzo De Luca ha diviso
più che unire. Nelle stesse ore a Roma parlava Rocco
Buttiglione: «Non mi risulta che si siano riaperti i giochi
in Campania. Martedì il presidente del Consiglio Berlusconi
ha sentito Cesa assicurando che va tutto bene». Alle 15 il
ministro Ignazio La Russa, nel capoluogo partenopeo domenica scorsa
per una manifestazione elettorale e poi per la partita
Napoli-Inter, aveva annunciato: «Siamo d'accordo con l'Udc
per la Campania, ma ancora non è definita l'intesa per
Caserta». Un'ora più tardi tuonano i senatori Pasquale
Giuliano e Gennaro Coronella, coordinatori del Pdl casertano:
«Il candidato presidente della Provincia tocca a noi. Un
limite invalicabile, così come ribadito all'unanimità
in più occasioni». Coordinamento che la scorsa
settimana aveva indicato proprio in Pasquale Giuliano il candidato
alla Provincia.
E non è finita. Mentre il candidato alla guida
della Regione, Stefano Caldoro, da Roma annunciava che il suo
sarà «il governo dei migliori con persone capaci e
competenti», interveniva Gianni Mancino, segretario dell'Udc
di Caserta: «Non ci possono essere accordi disgiunti, la
Regione e la Provincia di Caserta vanno di pari passo».
Stessa posizione dal commissario napoletano Udc Ciro Alfano:
«Nessun cambio di rotta». Mentre da Roma intervieniva
anche Pierferdinando Casini: «So soltanto che Cesa e
Berlusconi sono d'accordo, del resto non mi importa ».
«La telenovela tra Pdl e Udc si è trasformata in film
western» commentava ieri il segretario regionale del Pd Enzo
Amendola. E come se non bastasse, ancora ieri mattina, da Salerno,
il presidente della Provincia Edmondo Cirielli annuncia che nel
pacchetto di candidati Pdl alla Regione c'è Alberico
Gambino, ex sindaco di Pagani condannato in primo grado per
peculato. Con tanti saluti al "codice etico" invocato in quelle
stesse ore da Berlusconi. Quindi il caos. Con il ministro Franco
Frattini costretto a rinviare in tutta fretta il comizio napoletano
previsto per ieri sera. La notizia delle dimissioni di Cosentino ha
comunque colto di sorpresa il mondo politico. Il capogruppo del Pd,
Dario Franceschini, è intervenuto in aula alla Camera per
chiedere conferma delle dimissioni.
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