Cronache di liberal

Potevano scegliere fra il disonore

e la guerra. Hanno scelto

il disonore, e avranno la guerra

Winston Churchill

Ora il voto utile è quello per il Centro

di Giancristiano Desiderio [26 gennaio 2010]

E vero: ora i forni sono tre. E i candidati non del «terzo forno», ma del «forno moderato» o centrale si chiamano Savino Pezzotta in Lombardia e Adriana Poli Bortone in Puglia: nomi importanti e di buona esperienza politica e amministrativa. La vittoria di Nichi Vendola alle primarie del Pd non è solo una sconfitta di Massimo D'Alema (e poi di Pierluigi Bersani), ma anche la puntuale smentita del disegno politico ed elettorale in cui credeva Silvio Berlusconi: l'oscuramento o la scomparsa dell'Udc e, per essere più completi ed incisivi, della politica dei cattolici liberali. C'è, invece, l'affermazione del disegno uguale e contrario: la visibilità di Pier Ferdinando Casini e l'affermazione della scelta dell'essere cattolici e liberali al di là della finta necessità di aggregarsi di qua o di là. Quando non ci sono le condizioni per realizzare un bipolarismo mite e ragionante e prevalgono le scelte radicali, tanto a destra quanto a sinistra, i moderati scelgono di giocare da soli.

È ciò che prima di tutto e di tutti proprio Berlusconi non avrebbe voluto perché sa che ora il voto per l'Udc e Adriana Poli Bortone è il vero e unico voto utile per battere Nichi Vendola. L'alter ego di Raffaelle Fitto - Rocco Palese - è fin troppo palese (mi si concesso il facile ma reale gioco di parole) che non abbia frecce elettorali e politiche al suo arco. Il voto utile è il voto per il "forno moderato". La risposta data sul campo è sempre la migliore e più attendibile. La candidatura della Poli Bortone, per il modo in cui è maturata e l'esperienza dell'ex ministro ed ex sindaco di Lecce e, non ultimo, per la sua provenienza politica e culturale esprime il valore della presenza della "unione" di centro: fino a quando la democrazia dell'alternanza sarà questa militarizzazione delle coscienze e dei linguaggi che si è instaurata, i cattolici liberali non si faranno assorbire in una logica politica che chiede il sacrificio dell'intelletto. Il Pdl nella versione berlusconiano-leghista si dovrà abituare a questa realtà: i suoi confini non coincidono con il centro politico, ma iniziano proprio là dove inizia il centro politico. La scelta dell'autonomia in Puglia e in Lombardia risponde a una strategia nazionale che è ben visibile nella scelta delle alleanze nelle altre regioni. Le risposte che verranno dal territorio, non semplicemente in termini di vittoria e sconfitta, ma nei casi della presenza delle singole forze politiche renderà più chiara la vulnerabilità e incompletezza del bipolarismo estremo o sbilanciato.

La democrazia dell'alternanza, del resto, si basa su un principio molto semplice: non la scomparsa del centro - come ingenuamente o con arroganza si dice - ma per così dire lo sconfinamento del centro a destra e a sinistra in modo tale che la politica moderata e ragionante sia la stessa regola che fa funzionare il sistema dell'alternanza. La "anomalia"di Casini, dell'Udc e dei cattolici liberali è la cartina di tornasole del bipolarismo all'italiana: non funziona perché è incompleto, non si fonda su valori bipartisan e vuole arruolati e non partecipanti o liberi cittadini. Ha davvero poco senso dire, come hanno fatto in questi giorni i berlusconiani e qualche ex di An, che Casini non sceglie o sceglie in modo incoerente: è evidente, infatti, non solo che la scelta di Casini è legittima, ma è necessaria se non si vuole lasciare campo libero alla normalizzazione berlusconiano- leghista. A Berlusconi non dispiace essere contrastato dalla sinistra, ma non tollera o tollera male essere contraddetto dai moderati. Perché si evidenzia la sua contraddizione.   

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