Fautore dell’amore ed editore dell’odio
di Giancristiano Desiderio
[06 gennaio 2010]
I leader del partito dell'amore (Pd'A) è anche l'editore
del partito dell'odio (Pd'O) diretto da Vittorione Feltri. Silvio
Berlusconi prende alla lettera il Vangelo anche quando andrebbe
interpretato: la mano destra non sappia cosa fa la mano sinistra.
Così con la destra ama e con la sinistra odia. Con la destra
è misericordioso e porge l'altra guancia - ma non fatelo
sapere al Tartaglia - e con la sinistra somiglia non alla
Trinità ma a Lo chiamavano Trinità che come
è noto diceva «Dio perdona, io no». Se
Berlusconi è per l'amore universale, Feltri è per
l'odio nazionale. Così il Pd'A e il Pd'O sono di fatto fusi
nel partito unico dell'Amore e dell'Odio che, animato da sentimenti
contrastanti e contrastati, odia e ama allo stesso tempo e, forse,
quelli che odia di più sono anche quelli che ama di
più.
Due nomi a caso: Gianfranco (Fini) e Pier Ferdinando
(Casini). L'amore - si sa - è cieco e Berlusconi ha
più volte dichiarato la sua passione per "il caro amico
Gianfranco"; tuttavia,Vittorione - che si picca di essere un drago
nell'interpretare i sentimenti più veri dell'uomo Silvio -
non lascia passare giorno senza impallinare quel «Fini che
è come Di Pietro». Berlusconi soffre pene d'amore per
il distacco con Pier e non passa giorno che non lo chiami al
telefono e gli dica: «Caro Pier, ma finiamola qui,
perché sei andato via, ora che si vota per le regionali
torniamo insieme»; anche qui, però, il Feltri ne sa
una più del diavolo e sfodera una delle migliori penne del
suo giornale - quel "vagamondo"di Solinas - per dire all'amico Pier
che è l'ultimo democristiano che c'è ancora in
circolazione.
Berlusconi - si sa - è un amante insuperabile,
ma soffre di una malattia che è tipica di Eros: quando
l'oggetto del suo desiderio si nega, soffre, più si nega e
più soffre e siccome Silvio-Eros non può odiare, ecco
che ha imparato a odiare per interposto giornale. È vero che
in questo modo il suo partito dell'amore senza confini - che, in
verità, somiglia molto al romanesco "volemose bene" di
Rugantino - perde un po' in credibilità, ma - come gli dice
e ripete il suo alter egoista di via Negri - sia i Fini sia i
Casini giustificano i mezzi stampa. Bisogna dunque rassegnarsi: gli
attacchi con articoli sott'odio - come diceva mi pare Longanesi -
continueranno e a loro seguiranno le cosiddette prese di distanza
degli amorini del premier, ossia Bonaiuti, Bondi e persino La Russa
che sembra, anche nell'aspetto, un po'luciferino,ma in
realtà è una pasta di pane, praticamente un panino.
(L'articolo finisce qui e perciò le poche righe che
seguono le scriviamo tra parentesi, quasi come se qui si dicesse
una cosa irrilevante. L'amore e l'odio sono due sentimenti umani,
troppo umani che nulla dovrebbero avere a che fare con la politica.
Accade, invece, che da un mese o quasi si parli spesso di amore e
di odio, pure emozioni che hanno trasformato la politica italiana
in una politica emotiva e priva di ragionevolezza. Sarebbe meglio
che ognuno parlasse d'amore a casa sua, riservando alla "cosa
pubblica" dei sentimenti più freddi e proprio per questo
più utili e sinceri).
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