Montezemolo frena: «Fiat pronta al dialogo»
di Alessandro D'Amato
[29 gennaio 2010]
«Siamo pronti al dialogo». «Cercheremo di
riannodare i fili, ma è difficile». In questo botta e
risposta tra Montezemolo e Scajola sta tutto il day after
dopo l'annuncio della cassa integrazione per gli stabilimenti Fiat,
che ha innervosito il governo e creato grandi frizioni con il
sindacato, e causato un crollo in Borsa che è continuato
anche ieri, con il titolo che è arrivato sotto i 9 euro.
«È chiaro che tutti i nodi vanno affrontati in un
clima di dialogo con le parti sociali e il governo, che ha
dimostrato in questi mesi una grande attenzione alla filiera
dell'auto», ha risposto il presidente della Fiat alle
critiche arrivate ieri da ministri e sindacati dopo l'annuncio
della cassa integrazione. «Le pratiche tecniche, avviate due
giorni fa, per chiedere il ricorso alla cassa integrazione,
nell'ultima settimana di febbraio e nella prima di marzo, sono la
diretta conseguenza del crollo degli ordini che stiamo registrando
in questo mese addirittura peggiore rispetto a gennaio 2009, quando
il mercato toccò il punto più basso», ha
spiegato Montezemolo a margine della presentazione della Ferrari
F10. Ma a chi gli ha chiesto se c'era possibilità di
trattare anche per Termini Imerese, ha ribadito che «le
condizioni di svantaggio competitivo dell'impianto e la
non-economicità rendono impossibile proseguire la produzione
oltre il 2011. Inoltre, portare a Pomigliano una vettura di grandi
volumi come la Panda è una decisione impegnativa e
coraggiosa che dimostra che la Fiat ha a cuore lo sviluppo
industriale del Paese».
A stretto giro di posta è arrivata la replica
del ministro delle Attività produttive: «Cominceremo
domani con il tavolo sull'auto a Termini Imerese a cercare di
riannodare questi fili anche se ora ciò è più
difficile», ha detto Claudio Scajola ai microfoni del
Tg3. «Il governo - ha ricordato il ministro - non
è stato informato. Ribadisco che è stata una
decisione inopportuna annunciata ad un mese di distanza, che rende
più difficile in questa fase i colloqui che ci sono con le
parti sociali per il piano di ristrutturazione della Fiat».
Il riferimento, nemmeno tanto velato, era a un'intervista
pubblicata dal quotidiano Repubblica a Marchionne, in cui
l'amministratore delegato di Fiat sosteneva di aver informato
l'esecutivo delle intenzioni dell'azienda riguardo la Cig.
Ed è continuato il fuoco di fila dei sindacati:
«La Fiat sta gettando benzina sul fuoco», ha dichiarato
Guglielmo Epifani della Cgil, che ha criticato «la scelta
dell'azienda di forzare in maniera così netta la chiusura di
uno stabilimento, non dare risposte ai precari di Pomigliano,
mettere in cassa integrazione 30mila lavoratori per due settimane
proprio quando si deve affrontare con il governo la questione della
chiusura di Termini Imerese». Gli ha fatto eco Raffaele
Bonanni della Cisl: «Ci scaricano 30mila cassintegrati senza
dirci niente. Sugli incentivi sono favorevole ma, visto che sono
soldi pubblici, a condizione che i cittadini possano riconoscere
una loro utilità, vale a dire che non si perdano posti di
lavoro». Toni più smorzati dal segretario della Uil,
Luigi Angeletti: «La sospensione della produzione da parte
della Fiat nello stabilimento di Termini Imerese è un fatto
del tutto accidentale, senza sorprese, sicuramente non piacevole,
ma prevedibile. È evidente che essendoci la
possibilità di fare entrare ed uscire la merce ci sia stata
questa reazione, ribadisco, spiacevole ma prevedibile».
Intanto ieri sono continuate le proteste degli operai nella
cittadina siciliana: «Dov'è la politica? Come sempre a
fare i propri interessi, lasciando che la Fiat tolga il futuro alle
nostre famiglie: vergognatevi », c'era scritto su un lenzuolo
appeso davanti a uno degli ingressi dello stabilimento dai
familiari dei tredici lavoratori della Delivery & Mail che da
nove giorni si trovano sul tetto di un capannone, ad un'altezza di
circa venti metri. I lavoratori nei giorni scorsi hanno ricevuto le
lettere di licenziamento poiché la Fiat ha deciso di
riassorbire le attività di pulizia dei cassoni, finora data
in appalto.
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