Cronache di liberal

Archiviamo l'Onu, ente inutile

di [21 aprile 2009]

La seconda edizione della conferenza di Durban s'è aperta con lo stesso spirito della prima. E il segretario generale della Nazioni Uniti, Ban Ki-moon, sta facendo rapidamente la stessa fine del suo predecessore Kofi Annan; l'organizzazione che guida ha infatti perduto, di nuovo, nel volgere di pochi anni, la sua natura originale - quella del 1945 - e si è trasformata in un nucleo antisraeliano, filo arabo e apertamente razzista e negazionista. Lo si evince dalle prime battute dell'incontro ginevrino e dai primi scambi internazionali che Ahmadinejad ha avuto, in particolare con il capo dello stato svizzero Merz, durante i quali il presidente iraniano non si è risparmiato, giungendo a parlare di Israele come della «più orribili manifestazione di razzismo». Episodio che ha provocato l'immediato ritiro da Berna dell'ambasciatore di Gerusalemme. Ban Ki-moon ha naturalmente cercato di salvare il salvabile: ha cercato di collocare la conferenza su un linea di equilibrio, sostenendo la condanna di tutte le forme di razzismo, inclusi l'antisemitismo e «l'islamofobia ». Ma ha fortemente criticato l'assenza di molti paesi, a cominciare dall'Italia e dagli Stati Uniti, che ritengono inaccettabile la dichiarazione finale. Sembra però difficile che possa riuscirci. Questi equilibrismi la dicono lunga sulla condizione in cui ormai versa l'Onu e non sono pochi coloro che temono un vero e proprio fallimento della conferenza, come avvenne nel 2001 con il disaccordo sul documento finale e con violenti incidenti di piazza, con tanto di bandiere con la stella di David bruciate. La realtà è che questa volta l'Onu rischia un vero e proprio isolamento politico e morale. Politico perché anche l'Unione europea ha finito per abbandonare (momentaneamente) il vertice in segno di protesta per le parole odiose di Ahmadinejad. E morale perché non c'è un solo paese, tranne quelli che usano il razzismo come strumento di lotta politica disposto a mescolarsi con la confusione in cui è caduto Ban-Kimoon, disposto a confondersi con il Palazzo di Vetro, in questa pericolosa circostanza. Comincia così a porsi un problema davvero serio: è possibile continuare ad affidare alle Nazioni Unite operazioni, anche impegnative di pace e di stabilizzazione? Oppure, davvero, si stanno sprecando tante iniziative, una dopo l'altra, che potrebbero dare invece buone speranze di realizzazione a quello che finora, dopo molti anni, si è trasformato in un Ente Inutile? Naturalmente bisognerebbe cambiare tutto e non lasciare più nelle mani di gente come Ahmadinejad la gestione - direi il segno politico - a conferenze come quella ginevrina da dove è stata esclusa in partenza Israele, già accusata di razzismo per la guerra a Gaza, con accuse ripetute in continuazione. Naturalmente bisognerebbe ridare un volto accettabile al gruppo dirigente dell'Onu, escludendo figure legate al terzomondismo e alla islamofilia. Cioé quello che proprio non serve davvero. Qualcosa di veramente nuovo sarebbe dunque una svolta complessiva, capace di eliminare il principio di maggioranza nella elezioni delle cariche più importanti, in modo da evitare di trovarsi ancora un volta a gestire conferenze di questo tipo in cui si scambia tutto, il razzismo con l'antirazzismo, la democrazia con l'anti-democrazia, il relativismo etico con l'affermazione del diritto e così via. Ricominciando così a rimettere i puntini sulle «i».  

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