L’Europa ricorda Guareschi
di Diana Izzo [17 marzo 2009]
Cento anni fa nasceva Giovannino Guareschi. Giornalista, scrittore popolare, caricaturista, umorista e opinion-leader. Sono molti i volti di questo grande protagonista della storia del '900 amato e conosciuto in tutto il mondo. Con 20 milioni di copie vendute e oltre 400 edizioni in tutte le lingue, Guareschi è ancora oggi uno degli scrittori italiani più tradotti e più amati dal pubblico internazionale. E per commemorare i quarant'anni della sua morte, si terrà questo pomeriggio nel teatro Euclide di Roma la tavola rotonda "Giovannino Guareschi, un esempio di libero pensiero europeo" promossa da Luca Romagnoli, parlamentare europeo e segretario nazionale MS Fiamma Tricolore. Al convegno parteciperanno anche i figli di Guareschi, Alberto e Carlotta. Il teatro ospiterà una mostra delle più belle copertine degli illustratori di varie parti del mondo che hanno interpretato i personaggi del Mondo Piccolo di Giovannino.
Nella carrellata di immagini spiccano le figure di Don Camillo e del suo acerrimo antagonista, Peppone, il sindaco comunista riproposte nelle illustrazioni dello svizzero Gus Bofa, dell'olandese Karel Thole, dell'ungherese Istvan Kelemen e dell'italiano Gipi.
Guareschi è un intellettuale che potrebbe essere considerato di destra: profondamente cattolico e anticomunista, attraverso la satira criticava i militanti comunisti. Li chiamava 'trinariciuti' (dotati cioè di una terza narice) per indicare la loro rinuncia al ragionamento individuale: senza battere ciglio, eseguivano le direttive che arrivavano dall'alto.
"Giovannino Guareschi ha contribuito alle sorti politiche di un paese fondamentale nel rapporto tra est e ovest come l'Italia" ha detto Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa CNR e autore del libro 'Non solo Don Camillo'. "In quanto scrittore e giornalista anticomunista, sulla rivista 'Candido' prima di tutto, contribuì alla vittoria della Democrazia Cristiana contro il Fronte Popolare nel '48. Quella vittoria segnò la conferma della Dc in Italia, sventando il pericolo che 'i cosacchi abbeverassero i cavalli alle fontane di San Pietro'".
Il ruolo di Guareschi fu riconosciuto da tutta la stampa internazionale e da molti politici stranieri, ma poco dall'Italia. "Anzi, la Dc ripagò Guareschi con la peggior moneta - aggiunge Ferrazzoli -. De Gasperi lo querelò per un articolo e lo scrittore finì in galera, condannato per diffamazione, rimanendovi 13 mesi".
Autore nazional-popolare grazie al suo legame profondo con la provincia, con l'Italia: Guareschi è l'unico che sia riuscito a fare una fiction politica con il consenso popolare. Maestro di anticomunismo è stato beffato dalla sorte: muore proprio nel 1968, anno della nascita del movimento giovanile.
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